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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Rischio fornelli spenti

Piatti da lavare a mano e forni malfunzionanti: protestano le addette alle mense scolastiche

Cappe che non aspirano, centinaia di spremute da fare con spremiagrumi "casalinghi": lavoratori e sindacati sul piede di guerra chiedono al Comune di intervenire su attrezzature e carichi di lavoro

Carichi di lavoro estenuanti senza poter contare su attrezzature moderne e strutture idonee: le cuoche e le addette alle mense scolastiche di Roma “sono allo stremo” e se dal Comune non arriverà il cambio di passo reclamato a gran voce sono pronte a lasciare le cucine di nidi, materne ed elementari vuote. Con i fornelli spenti. 

La protesta di cuoche e addette mense scolastiche

Dopo lo stato di agitazione proclamato nei mesi scorsi si riaccende la protesta nelle mense scolastiche capitoline dove circa 4500 addetti, soprattutto donne, ogni giorno devono destreggiarsi tra carenze, anche di personale, e scarse dotazioni tecniche per garantire i pasti agli alunni. 
 
Lavastoviglie che non funzionano costringendo così le lavoratrici a lavare a mano le posate di centinaia di bambini, lavapiatti tanto vecchie che anche quando riescono a partire non sono in grado di sciacquare al meglio le stoviglie “così i lavaggi vanno ripetuti più e più volte per garantire la giusta igiene, ma diventa tutta una corsa contro il tempo” - raccontano a RomaToday alcune delle lavoratrici. 

Carichi di lavoro estenuanti nelle mense scolastiche romane

Ci sono poi le doppie merende e quelle centinaia di spremute da garantire “che però dobbiamo fare utilizzando spremiagrumi quasi casalinghi”. Grande fatica e piani di lavoro da pulire a più riprese. Che dire poi di quei menù “così complessi nell’esecuzione che poi nemmeno vengono graditi dagli alunni, come - fanno un esempio - la minestra di porri”. C’è poi chi si ritrova ad alzare a mano bollitori con dentro 20-30 chili di pasta, “una pratica assai pericolosa”. 

I sindacati chiedono più sicurezza per le lavoratrici delle mense

“Vogliamo che venga assicurata la salute e sicurezza sui posti di lavoro a tutto il personale impiegato nelle scuole. Garantire un adeguato servizio di ristorazione scolastica non è soltanto una questione di carattere contrattuale e normativo ma attiene anche alla qualità di un servizio fondamentale offerto all’utenza” - ha scritto in una nota il segretario generale di sindacato CLAS, Davide Favero. “Le motivazioni che hanno determinato l’apertura dello stato di agitazione erano già state debitamente segnalate dal sindacato CLAS, Ugl, Confsal, Confintesa, Cub, in una nota congiunta inviata il 20 settembre a tutte le parti interessate, ma nonostante ciò la situazione è rimasta inalterata nel tempo – sottolinea il dirigente Antonio Coscia di sindacato CLAS – come il rispetto delle professionalità e dei livelli di inquadramento contrattuali, armonizzazione dei carichi di lavoro, computo dei pasti erogati, stabilizzazione di personale somministrato e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature”.   

Le richieste al Comune: sopralluogo nelle mense con i tecnici

Forni, lavastoviglie, cappe e bollitori obsoleti. “Tutto questo - dice a RomaToday Cristina Silvestri della Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti - mette a repentaglio la sicurezza degli operatori all’interno dei plessi scolastici e si ripercuote anche sulla qualità dell’offerta del servizio che viene reso ai bambini delle scuole”. Senza attrezzature idonee aumenta anche il carico di lavoro delle addette “che sono perlopiù donne con monoreddito. Non dimentichiamo che queste lavoratrici - sottolinea la sindacalista - nel periodo estivo sono ‘sospese’ e senza stipendio, nei periodi di chiusura delle scuole prendono ferie e permessi. Eppure dobbiamo molto agli operatori del mense perchè grazie alla loro professionalità e dedizione al lavoro riescono sempre a servire puntualmente il pranzo ai bambini delle scuole di Roma”. Per questo i sindacati chiedono che addette mensa e cuoche vengano messe nelle migliori condizioni possibili per lavorare. “Chiediamo che il Comune sospenda l’uso del coccio (stoviglie in ceramica ndr.) fino a quando non saranno ripristinate le condizioni ottimali per i lavoratori e per la piccola utenza. Nel mentre si utilizzi materiale bio compostabile per tutelare anche l’ambiente”. Nel frattempo i sindacati invitano Campidoglio e municipi ad effettuare sopralluoghi con tecnici competenti e delegazioni sindacali su tutte le strutture scolastiche. “Le rassicurazioni che ci sono state date nelle settimane passate non bastano: bisogna vedere e toccare con mano - dice Silvestri - quali sono le reali condizioni delle mense delle scuole di Roma”. 

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