Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Roma Tpl, le promesse tradite dell'assessora che fanno infuriare Stefàno

Venerdì il Campidoglio ha approvato la proroga

Uno schema simile all'appalto di Roma Multiservizi. Le premesse, e le promesse soprattutto, a un certo punto si perdo di vista e il finale scritto non gli assomiglia nemmeno più. Venerdì scorso la maggioranza a Cinque Stelle ha approvato una proroga di un anno e mezzo, fino al 1 gennaio del 2020, a Roma Tpl, il consorzio che gestisce le linee periferiche della capitale, circa il 20 per cento delle linee di bus totali. Lo ha fatto approvando in fretta e furia una delibera, la mattina in commissione e nel pomeriggio in Aula, con una variazione di bilancio che, per la proroga, è di 123 milioni di euro. Una decisione presa all'ultimo momento, con il contratto di Roma Tpl in scadenza alla fine del mese, e con il nuovo bando non ancora pubblicato. 

La proroga è dovuta a "un ritardo tecnico-amministrativo nella costruzione del nuovo bando" si è giustificata l'assessora alla Mobilità Linda Meleo. Ma è chiaro che l'operato del suo assessorato non poteva non avere conseguenze sulla maggioranza a Cinque Stelle che tanto si era spesa in campagna elettorale con gli autisti stremati da ciclici ritardi nel pagamento degli stipendi. 

In particolare il consigliere e presidente della commissione capitolina, Enrico Stefàno, che fin dall'inizio del mandato pentastellato ha affiancato Meleo in ogni sua uscita pubblica, quasi fosse il suo assessore ombra. Non è un segreto che tra i due i rapporti si fossero ormai raffreddati: “In un anno e mezzo non abbiamo ancora avuto l’onore di avere l’assessore durante un’audizione in commissione Mobilità" aveva dichiarato nel dicembre scorso, a margine di una commissione. Venerdì, però, la crepa a ceduto e la frattura tra i due è diventata incolmabile tanto che il consigliere in commissione ha ammesso i ritardi prendendo le distanze dell'operato dell'assessora.

Il motivo è semplice. Enrico Stefàno ha preso, in campagna elettorale così come nei primi mesi di amministrazione, molti impegni con gli autisti di Roma Tpl che proprio mentre il Campidoglio decide di rinnovare la proroga stanno ancora facendo i conti con ritardi negli stipendi. La stessa situazione che li ha portati nolte volte nell'arco degli ultimi anni a protestare rallentando il servizio.

Meleo si era detta in prima linea e dopo l'ennesimo tentativo di accordo con il consorzio, terminato con nuovi ritardi nel versamento degli stipendi, aveva usato parole di fuoco. Era il 19 aprile del 2017: "Ancora una volta il consorzio Roma Tpl non ha mantenuto le promesse fatte". Poi aggiungeva: "Su una cosa voglio essere chiara: non siamo più disposti ad andare avanti in questo modo. Pertanto tra le ipotesi che stiamo valutando ci sono il pagamento diretto degli stipendi ai lavoratori, il commissariamento e addirittura la risoluzione del contratto". In uno dei momenti di maggiore crisi, nel maggio dell'anno scorso, con i bus a singhiozzo e le proteste nei depositi, era anche stato richiesto l'Iban ai dipendenti. Ma questa strada non è mai stata intrapresa. All'inizio di maggio, a pochi giorni dall'ennesimo sciopero e a qualche settimana dalla scadenza del contratto di otto anni e con il nuovo bando in alto mare, era ormai chiaro che si sarebbe arrivati ad una proroga. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Roma Tpl, le promesse tradite dell'assessora che fanno infuriare Stefàno

RomaToday è in caricamento