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La conferenza stampa di presentazione del candidato (Foto agenzia di stampa Dire)

La conferenza stampa di presentazione del candidato (Foto agenzia di stampa Dire)

Elezioni Roma centro, la destra ha il suo anti Gualtieri: "Tagli alle tasse e stop al degrado nella Capitale"

In quota FdI lancia la sfida al ministro Gualtieri, avversario a sinistra: "Confronto pubblico su tutti i temi". Grande assente la candidata del M5s Rossella Rendina

Da esperto tributarista punterà tutto sulle politiche fiscali, e in parallelo sul degrado di Roma e la sua "cattiva amministrazione". Maurizio Leo si presenta. Classe '55, già parlamentare eletto tra le file prima di An poi del Pdl, tre volte vicepresidente della commissione Finanze, assessore al Bilancio ai tempi di Gianni Alemanno, è il volto scelto dal centrodestra per la corsa elettorale del 1 marzo nel collegio Lazio 1. Un mese di tempo per parlare a quei 160mila romani dei rioni del centro storico che alle urne voteranno il sostituto dell'ex deputato Paolo Gentiloni, nel frattempo nominato commissario europeo. 

Una campagna elettorale lampo - in una roccaforte da sempre del centrosinistra - che parte subito con stoccate all'avversario del Partito democratico, il titolare dell'Economia Roberto Gualtieri. "Non è mai accaduto che un ministro in carica si candidasse e potesse quindi usare strumenti che gli altri non hanno" tuona Giorgia Meloni, oggi alla presentazione ufficiale del candidato in conferenza stampa. "Dispone di 400 nomine, può promettere ogni giorno qualcosa e poi c'è un problema di violazione della per condicio". Da qui la richiesta: applicare la par condicio. 

L'anti-Gualtieri, spiega Meloni, ha "un curriculum straordinario e rappresenta una visione delle politiche economiche contrapposta a quella di Gualtieri" reo di essere "l'inventore dei modi più bizzarri per tassare gli italiani". Leo invece "è l'estensore della proposta più seria per tagliare le tasse, quella della tassa piatta al 15% sui redditi incrementali rispetto all'anno precedente. Sono due visioni contrapposte - sottolinea Meloni - e ringraziamo Leo per aver accettato una sfida in un collegio in cui bisognerà dare battaglia". 

Già, perché i rioni del Centro di Roma sono da sempre "rossi" a ogni livello della competizione elettorale. Uno di quei risultati dati per scontati dalla sinistra, anche se a destra resta comunque una scommessa da giocare. "Sarà una battaglia vera" ha detto il coordinatore romano della Lega, ex sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, presente a sostenere il candidato di coalizione insieme ad Annamaria Calabria, giovane deputata di Forza Italia. "Sarà una sfida difficile ma avvincente. Spero - commenta la parlamentare - che questo voto sia l'avviso di sfratto per l'amministrazione capitolina". Sulle condizioni della città di Roma e sulla sua amministrazione a Cinque Stelle si centrerà infatti una buona parte della campagna elettorale. 

"Vale la pena di ricordare che l'attuale ministro è responsabile della legge di bilancio che prevede zero euro per Roma e che i temi del degrado del territorio sono tutti intestati alla sindaca Virginia Raggi che appartiene al Movimento 5 Stelle" ha attaccato il vicepresidente della Camera, di Fratelli d'Italia, Fabio Rampelli.

Naturale insomma che Roma si ritrovi catapultata al centro del dibattito elettorale. Già Gualtieri ha attaccato in più occasioni l'operato della sindaca Raggi. "Era arrivata in Campidoglio con tanti proclami e grandi speranze ma i risultati, purtroppo per i romani, non sono arrivati, anzi'' ha detto in un'intervista a Repubblica. "L'alleanza varata la scorsa estate dopo la fuga di Salvini riguarda il governo nazionale - ha aggiunto - a livello locale i 5 stelle hanno scelto di mantenere un proprio profilo autonomo. Io comunque sono un cittadino romano, avverto le difficoltà quotidiane di una Capitale amministrata male, priva di servizi all'altezza e senza strategia per il futuro. Non avrò alcun problema a dire quello che penso".

Grande assente nei botta e risposta la candidata grillina Rossella Rendina. Attivista della prima ora, doveva passare da un voto sulla piattaforma Rousseau ma essendo l'unico nome in campo, non c'è stato bisogno di consultare la base. E per il momento resta  in silenzio. A replicare ha pensato l'assessore al Bilancio Gianni Lemmetti: "A Gualtieri la scelta di fare campagna elettorale mettendo in secondo piano temi importanti dell'economia e preferendo sparare su un'amministrazione che ha preso in mano la Capitale d'Italia con 13 miliardi di euro di debito, sull'orlo del fallimento. A noi il compito di ricordare al ministro che ai romani non interessano le beghe interne al Pd".

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