Al Colosseo all'Olimpico o in spiaggia, approvata la delibera sui matrimoni

L'Aula Giulio Cesare approva il provvedimento dal titolo 'Sposarsi a Roma'. Con la modifica del regolamento per il luogo dove pronunciare il fatidico sì non ci sarà che l'imbarazzo della scelta

Al Colosseo allo stadio Olimpico fino ad arrivare in spiaggia a Ostia, sul verde di Villa Borghese o in una delle piazze del centro storico. Da oggi gli aspiranti sposi avranno solo l'imbarazzo della scelta nella selezione del luogo dove pronunciare il fatidico si. Le modifiche al regolamento dei matrimoni di rito civile sono contenute nella delibera 34/2014 presentata da Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza e consigliere Pd in Campidoglio, dal titolo 'Sposarsi a Roma', che oggi pomeriggio è stata approvata dall'Assemblea capitolina con 25 voti favorevoli, 4 astenuti e 2 contrari.

L'ITER - Tramite un regolamento che sarà redatto dalla Giunta entro 60 giorni - demandati a sindaco e assessori criteri e regolamenti sulla scelta dei luoghi, che verrà poi effettuata tramite avvisi pubblici dedicati con cadenza annuale, il provvedimento permetterà di accreditarsi presso il Comune, previo sopralluogo degli uffici tecnici, pagando un canone annuale all'amministrazione e mettendo a disposizione un luogo idoneo - magari una chiesa sconsacrata, un padiglione o, su iniziativa degli enti competenti, anche monumenti - che andrà ad ampliare la rosa attuale, composta dalla sala Rossa del Campidoglio, dal Tempietto di Caracalla e di Villa Lais.

I COSTI I costi però non rimarranno invariati. Sarà predisposto un tariffario, diverso per romani e non, ma soprattutto a seconda del luogo, che tradotto significa notevoli maggiori entrate per Roma Capitale, aumento dell'indotto e anche guadagni per chi metterà a disposizione 'l'altare'. Tra gli esempi più immediati le possibili aste internazionali che potrebbero riguardare la prenotazione della cerimonia al Colosseo o al Circo Massimo, con eventuali proposte di accreditamento che qui dovrebbero partire dal Mibac.

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IL COMMENTO -  “Per anni si è tentato di allargare il numero di luoghi adibiti ai matrimoni civili, alcuni Comuni come Lignano Sabbiadoro hanno approvato delibere ad hoc, ma il diritto contemplava la casa comunale come unico luogo deputato” ha spiegato Panecaldo. Poi “la sentenza di gennaio 2014 del Consiglio di Stato ha sdoganato anche gli altri sottolineando l'aspetto ormai mondano delle cerimonie, che andranno comunque celebrate da un funzionario comunale”. Recentemente si sono attivati anche i Comuni di Trevignano, per i matrimoni sul lago di Bracciano, e San Benedetto del Tronto, per le cerimonie in spiaggia. Perciò, ha sottolineato Panecaldo “recependo questa sentenza potremmo aumentare enormemente le potenzialità del settore, perché non si tratta solo di luoghi pubblici, il XV Municipio per esempio si è già mosso approvando una mozione per mettere a disposizione la Torretta di Ponte Milvio, ma anche privati, come chi per esempio ha una villa con un'area banchetti, che potrà essere utilizzata o no a discrezione dei nubendi, e una chiesa sconsacrata o un altro luogo adeguato, e chiederà di essere accreditata come struttura pubblica. Si pagherà magari 2-3mila euro all'anno, ma per contratto quello luogo sarà pubblico e nella disponibilità del Comune, e ci si potrà ovviamente andare anche solo per il matrimonio e non per il ricevimento. Ci saranno costi maggiori e quindi entrate per Roma Capitale per quanto riguarda i luoghi 'speciali'- ha concluso Panecaldo- e anche una diaria per il funzionario 'in trasferta'.

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