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Massimo Bagatti amministratore di Ama, i sindacati: "Nessuna rottura con il passato"

L'ex direttore operativo guiderà temporaneamente la Municipalizzata, intanto la Corte dei Conti ha aperto un'indagine su rischio fallimento

A dieci giorni dalla revoca del CdA di Ama da parte del Campidoglio, la commissione capitolina Ambiente ha dato il via libera alla nomina di Massimo Bagatti come nuovo amministratore unico di Ama.

Massimo Bagatti amministratore unico di Ama

Già direttore operativo dell'azienda, Bagatti andrà a sostituire dunque Lorenzo Bagnacani e l'intero consiglio di amministrazione rimossi dalla sindaca Virginia Raggi. 

Per Bagatti un incarico temporaneo: un mese e mezzo circa in attesa del bando pubblicato da Roma Capitale per reperire i nuovi amministratori della partecipata. 

Massimo Bagatti alla guida di Ama: sindacati critici

Una scelta che ha già sollevato più di qualche malumore: critiche le opposizioni, scontenti i sindacati che avevano chiesto al Comune un'inversione di rotta rispetto al passato. 

La scelta di Massimo Bagatti come amministratore ponte di Ama è una scelta debole, che guarda al passato recente e in continuità con la critica gestione operativa di questi anni. Una gestione operativa che non ha saputo dare risposte sulle disastrose condizioni di lavoro, sul tema dei mezzi e che con l’appalto sulle utenze non domestiche ha mostrato tutta la sua debolezza, peraltro non riuscendo a mantenere gli impegni presi anche con le organizzazioni sindacali” - hanno scritto in una nota Natale Di Cola, Marino Masucci e Massimo Cicco, Segretari Generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio. 

Dai sindacalisti il sollecito affinchè Roma Capitale e Ama escano "dalla logica del galleggiamento e della gestione ordinaria dell’emergenza". Dunque la richiesta di un management "che, abbandonando la propaganda del tutto e subito, che ha chiaramente fallito, si rimbocchi le maniche per programmare e immaginare un’azienda moderna ed efficiente”.

Qualità del lavoro, assunzioni, impiantistica, mezzi e quindi piano industriale: le tematiche  che i sindacati attendono di discutere con Ama e Comune. "In questi due anni e mezzo – concludono Di Cola, Masucci e Cicco – si è già perso troppo tempo”.

La crisi profonda di Ama, senza bilancio e senza vertici. I sindacati: "Azienda paralizzata"

Corte dei Conti apre indagine su rischio fallimento Ama 

Intanto la Procura della Corte dei Conti del Lazio ha aperto il fascicolo sul rischio di fallimento che può subire l’Ama "a seguito di varie vicende e per la grave crisi finanziaria che sta subendo. Per alcune sono aperte già delle inchieste, ad esempio il credito che ha l’Ama verso Atac”. A darne notizia il procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Andrea Lupi, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

L’apertura del fascicolo trae origine da un “esposto (del cda uscente di Ama, ndr) con riferimento all’eventuale situazione deficitaria e i rischi che può correre l’azienda a seguito di questa situazione di disavanzo molto forte. Sono segnalate diverse fattispecie”.

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