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Vittorio Sgarbi (foto Ansa)

Vittorio Sgarbi (foto Ansa)

Mascherine obbligatorie all'aperto: il Codacons fa ricorso al Tar. Sgarbi primo firmatario

Il presidente Carlo Rienzi: "Inaccettabile limitazione alle libertà personali dell'individuo". Ieri Sgarbi: "Zingaretti andrebbe denunciato"

Sì alla mascherina ma non all'aperto e in mancanza di assembramenti. Il Codacons va all'attacco di Nicola Zingaretti e dell'ordinanza regionale che impone da oggi l'obbligo di indossare dispositivi di protezione anche in strada e non solo al chiuso, annunciando un ricorso al Tar.

"Le mascherine sono uno strumento indispensabile nella battaglia al Covid, ed è fondamentale usarle in tutte quelle situazioni in cui esista il pericolo di contagio e sia impossibile rispettare le distanze sociali - afferma il Codacons - ma se lo Stato non è in grado di imporre il rispetto delle disposizioni anti-Covid e svolgere adeguati controlli sanzionando i trasgressori (si pensi ai luoghi della movida), non è pensabile scaricare le inefficienze della pubblica amministrazione sui cittadini, imponendo l'obbligo indiscriminato di indossare la mascherina sempre, quando ci si trova all’aperto, anche se si è da soli in un bosco o in una strada deserta".

Il ricorso vede come primo firmatario il deputato, noto critico d'arte, Vittorio Sgarbi, che già ieri ha usato parole dure contro il presidente del Lazio: "Va denunciato per attentato alla nostra Costituzione". 

"Siamo favorevoli all’uso delle mascherine e a tutte quelle misure in grado di limitare i contagi, ma ordinanze che obbligano a indossare Dpi anche quando si è da soli rappresentano una inaccettabile limitazione alle libertà personali dell’individuo – spiega il presidente Carlo Rienzi – Così come abbiamo fatto annullare con ricorso al Tar l’obbligo vaccinale per gli over65 nel Lazio, allo stesso modo il Codacons otterrà l’annullamento dell’ordinanza che impone di indossare sempre e comunque la mascherina all'aperto".

"Si tratta infatti di un provvedimento che, in assenza di una legge del Parlamento che regoli tali limitazioni, è destinato a cadere dinanzi al Tar, poiché discriminatorio e in violazione delle libertà personali dei cittadini" aggiunge Rienzi. "Ribadiamo l’importanza sia delle vaccinazioni per determinate categorie di utenti, sia della mascherina anti-Covid, ma i cittadini sono contrari a obblighi generalizzati che non tengono conto del reale rischio contagio, e che al contrario rischiano di danneggiare la battaglia contro il coronavirus, determinando un rifiuto psicologico da parte degli italiani". 

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