Raggi silura Marione: il vignettista paga il fumetto con la Ue come Auschwitz

Bufera di polemiche sulla vignetta di Mario Improta, collaboratore del Campidoglio per un progetto di educazione civica nelle scuole: "Ho deciso io di fare un passo indietro per non creare problemi"

Virginia Raggi con Mario Improta in Campidoglio

Mario Improta, alias Marione, è stato messo alla porta. Virginia Raggi, a quanto diffuso dall'agenzia di stampa Dire, avrebbe sentito per telefono il suo collaboratore, vignettista autore della campagna diffusa nelle scuole sul Regolamento di polizia urbana, e gli avrebbe chiesto di interrompere la collaborazione con Roma Capitale, in corso a titolo gratuito.

La ragione? Una vignetta sulla Brexit con l'Unione europea paragonata al campo di concentramento di Auschwitz e l'Inghilterra a un bambino che scappa via felice, con i capelli alla Boris Johnson, dal lager. 

La polemica è subito montata, lanciata dai consiglieri comunali del Partito democratico: "Offende milioni di vittime della follia nazi-fascista". La sindaca si è inizialmente smarcata dai contenuti della satira: "Quella vignetta non ha nulla a che vedere con l'amministrazione. Non rappresenta il mio pensiero". Ma non è bastato, sempre dai dem è arrivata la richiesta: "Stoppi la collaborazione con il Campidoglio". E così, a quanto emerso, è stato 24 ore dopo. 

Creatore dei disegni con la prima cittadina ritratta nei panni di una vigilessa che fa rispettare il Regolamento di polizia urbana ai cittadini, Improta ha collaborato fino a oggi (a titolo gratuito) con il Campidoglio, nel progetto di educazione civica che illustra le vignette nelle scuole di Roma. Una campagna costata 50mila euro, non senza polemiche, alle casse comunali. 

Questo il commento lasciato sulla sua pagina Facebook da Improta: "Per quanto mi riguarda l’Unione Europea è un qualcosa di orrendo. Non c’è nulla di più orrendo di un campo di concentramento. Ergo non comprendo in che modo avrei insultato milioni di persone. Salvo che quei milioni di persone non abbiano le rane urlatrici nel cervello". E ancora: "Pd al limite del ridicolo.  Ignobili ipocriti fascisti contro il diritto di satira. Elementi culturalmente inferiori e non in grado di capirla, ovviamente".

Improta: "Ho deciso di fare un passo indietro"

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"Ho sentito il sindaco Virginia Raggi e per non crearle ulteriori disagi ho deciso di fare un passo indietro e non collaborerò più con il Comune di Roma. Ringrazio le splendide persone con cui ho lavorato gratuitamente in questi mesi ed il sindaco per l'opportunità datami". Lo scrive su Facebook l'illustratore, dando la sua versione dei fatti: avrebbe deciso di lasciare l'incarico di sua spontanea volontà.

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