Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Casamonica a Porta a Porta, Marino: "Bruno Vespa è da rottamare"

Il sindaco contro la trasmissione: "Questa non è informazione: da cattolico, penso che a guardare 'Porta a Porta' si faccia peccato e bisogna confessarsi"

Sabella dopo la tempesta Casamonica. Dopo una giornata tra le polemiche per l'ospitata di Vera Casamonica, figlia di Vittorio, nella trasmissione di Bruno Vespa, ieri è stato il turno dell'assessore alla Legalità della giunta Marino, il magistrato scelto per vidimare il cambio di passo sulla legalità dopo Mafia Capitale. E' toccato a lui motivare le accuse a Vespa, raccontare il perché le risate di Vera e Vittorino sono un oltraggio a Roma. Il tutto in una puntata che, nonostante le smentite, ha provato ad essere riparatrice.

Che tra Marino e Vespa continui a non correre buon sangue però è dimostrato dall'intervista del sindaco a La Stampa: "Non lo guardo da quando mi occupavo di una legge sulle cure del fine vita e Bruno Vespa mi invito': proiettò immagini di malati non in stato vegetativo ma presentandoli come tali, facendo passare il messaggio che dallo stato vegetativo permanente sia possibile riprendersi. Questa non è informazione: da cattolico, penso che a guardare 'Porta a Porta' si faccia peccato e bisogna confessarsi".  

Alla domanda se Vespa sia da rottamare, Marino replica: "Io vengo dal mondo anglosassone, dove quando qualcuno mantiene un ruolo per piu' di dieci anni si pensa sempre ci sia qualcosa che non va. Penso che ci siano tanti giovani giornalisti che sarebbero perfettamente in grado di sostituirlo".

Ad aprire la puntata di ieri le parole del conduttore. Bruno Vespa ha citato "Biagi che ha intervistato Sindona o Buscetta, ed erano mascalzoni di caratura ben maggiore", di Vera e Vittorino Cassamonica, ospiti del salotto buono della tv ieri sera, o "Santoro che intervista Ciancimino, noto galantuomo, nessuno si è lamentato", ha sottolineato Vespa aggiungendo: "Lasciateci fare il nostro mestiere".

Vespa ha anche risposto a Sabella che spiegava come "se fosse stata una trasmissione su una tv privata non avrei avuto nulla da obiettare ma si tratta di servizio pubblico". Sia Biagi che Santoro "erano tutti sulla Rai. Biagi - ha concluso Vespa - non ha legittimato Sindona, e io ho legittimato i Casamonica?".

Quindi Sabella. "Non siamo qui a fare una riparazione, non abbiamo fatto una fuitina e ora dobbiamo fare un matrimonio riparatore. Per l'assessore capitolino alla Legalità  la puntata di Porta a Porta con ospiti Vera e Vittorino Casamonica, è stata "una folklorizzazione di un fatto gravissimo, ovvero la presenza delle mafie a Roma" e della presenza dei due familiari di Casamonica a Porta a Porta "sono sul piano personale rimasto stupito. Dietro quelle due figure - ha proseguito Sabella - al di là delle responsabilità personali e penali si cela un mondo fatto di estorsioni, di usura e quello che mancava ieri sera erano proprio le voci delle vittime". Perché - ha concluso - "dietro quella folklorizzazione, dietro quei rubinetti d'oro ci sono le vittime" del clan Casamonica.

"Tra 10 anni- ha proseguito Sabella- noi ricorderemo la carrozza con i cavalli che ha violato la nostra sacra terra e non il dolore del marmista picchiato a sangue dai Casamonica, che hanno il controllo del territorio. Io questa legittimazione non gliela voglio dare".
 
"Dietro la simpatia di Vera Casamonica, un po' burina o coatta, non ho ancora capito la differenza qui a Roma, ma me la faro' spiegare, si celano violenza e prepotenza e il dolore di tante vittime". E ancora: "Quel 'Mio padre portava la pace' pronunciato ieri da Vera Casamonica e' la base di ogni organizzazione mafiosa, la risoluzione dei privati dissidi. Non hanno mai avuto alcun processo a carico di tipo mafioso, ma quando ero giudice a Roma c'erano sempre 20-30 processi sui Casamonica, forse sono stati parcellizzati e il fenomeno non e' stato compreso nella sua interezza".

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