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Salva Roma, Marino: "Non aumenteremo le tasse ai romani, ma ridurremo la spesa"

Ora che il pericolo è scampato il sindaco Marino commenta a freddo, ribadendo il suo punto fermo nell'iter di risanamento dei conti capitolini: "Nessun aumento delle tasse"

Pericolo default scampato con il sì al Salva Roma ter . Ora che il clima si è appianato, tra spettri di una città sull'orlo del baratro e botta e risposta al veleno, il sindaco Marino commenta a freddo, ribadendo il suo punto fermo nell'iter di risanamento: "Nessun aumento delle tasse" per i cittadini romani. Sulla questione il primo cittadino non transige. 

"In questo momento, se si riducono le spese e si acquista tutto il materiale con una centrale unica d'acquisto, risparmieremo 280 milioni di euro che prima venivano sperperati ed erano soldi delle romane e dei romani" ha commentato a margine dell'iniziativa di Libera «Le mafie restituiscono il maltolto» in Campidoglio.

Mentre l'assessore al Bilancio, Daniela Morgante, si affretta a smentire proposte di aumento dell'addizionale Irpef che le sarebbero state attribuite. "Al contrario l'opera intensa svolta in questi otto mesi nel senso della riduzione e razionalizzazione della spesa ha avuto come obiettivo e come effetto, proprio quello di non aumentare di un euro la pressione fiscale nonostante la estrema difficoltà della situazione finanziaria, e che anzi occorre proseguire in modo deciso e coraggioso nel percorso di una gestione della spesa efficiente e responsabile, al fine di continuare in direzione della riduzione della spesa corrente e quindi della pressione fiscale e della liberazione di risorse da destinare agli investimenti e dunque al mondo produttivo dei lavoratori e delle imprese".

Quello che il sindaco ora si aspetta sono "regole certe". Basta navigare a vista.  

"Quello che abbiamo fatto in queste ore e in questi giorni lavorando con Palazzo Chigi e con il ministro dell'Economia è definire delle regole". "L'ho detto dall'inizio del mio mandato: non spenderò un euro che non ci sia - ha continuato Marino - Siamo in una condizione in cui dobbiamo ancora pagare i terreni espropriati nel 1957 per costruire il Villaggio Olimpico. 

Non si può governare Roma in questo modo. Abbiamo chiesto che vengano restituite ai cittadini romani dei soldi delle loro tasse che erano stati posti su un altro capitolo di spesa alcuni anni fa. Adesso vogliamo norme chiare per far tornare Roma sui binari di una sana e rigorosa amministrazione, nell'interesse non solo dei romani, ma di tutto il Paese, visto che questa è la capitale d'Italia".

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