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Parla Marino: "Per farmi fuori mi avrebbero messo della cocaina in tasca"

Il sindaco dimissionario intervistato da Massimo Gramellini. "E' da ieri che non mangio e che non mi siedo: proprio come quando operavo". Con il premier? "Non l'ho sentito"

Esausto quasi fosse appena uscito dalla sala operatoria, ma stavolta è lui il paziente. E l'intervento non è riuscito. E' un sindaco senza troppe parole quello intervistato da Massimo Gramellini sulla Stampa dopo la 24 ore di fuoco - dal caos scontrini alle dimissioni - che lo hanno portato all'addio. 

Prosegue come un disco rotto nella narrazione del paladino della legalità messo all'angolo dai poteri forti, quello che a Roma ha sdoganato le buone pratiche di trasparenza e risparmio. Ma sullo scandalo delle finte cene di rappresentanza non nega quanto uscito sui giornali, e con il premier il gelo è evidente. 

"E' da ieri che non mangio e che non mi siedo: proprio come quando operavo" inizia il primo cittadino dimissionario. Se ne va a casa per cinque scontrini di ristorante non giustificati? "Ci avevano provato - risponde - con la Panda rossa, i funerali di Casamonica, la polemica sul viaggio del Papa. Se non fossero arrivati questi scontrini, prima o poi avrebbero detto che avevo i calzini bucati o mi avrebbero messo della cocaina in tasca". 

"Mi hanno pure accusato - aggiunge - di avere pagato con soldi pubblici l'olio della lampada votiva di san Francesco, il patrono d'Italia, 'per farmi bello'. Senza sapere che sono centinaia di anni che il sindaco di Roma, a rotazione con altri, accende quella lampada". "Una volta in cui mi trovavo in albergo a Londra per un convegno con i sindaci europei - racconta -, ho rinunciato al buffet da 40 sterline perche' mi sembrava uno schiaffo alla miseria. Ho attraversato la strada e sono andato da Starbucks". 

E in merito alle note spese in cui sostiene di avere cenato con qualcuno che invece nega di essere stato a tavola con lui, afferma: "Ho già detto che sono disposto a pagare di persona le mie spese di rappresentanza di questi due anni: 19.704,36 euro. Li regalo al Campidoglio, compresa la cena in onore del mecenate che poi ha staccato l'assegno da due milioni con cui stiamo rimettendo a posto la fontana di piazza del Quirinale, sette colonne del foro Traiano e la sala degli Orazi e Curiazi".

Ma quelle note spese sono bugiarde oppure no? "Io non so cosa ci hanno scritto sopra. Ho consegnato gli scontrini agli uffici, come si fa in questi casi. Non escludo che possa esserci stata qualche imprecisione da parte di chi compila i giustificativi". 

"Ho rotto le uova nel paniere del consociativismo politico - asserisce Marino nell'intervista - ho riaperto gare di acquisti beni e servizi che erano in prorogatio da una vita. Ho tolto il business dei rifiuti a una sola persona e il patrimonio immobiliare a una sola azienda che ha incassato dal comune 100 milioni negli ultimi anni, la Romeo". Poi in merito al premier, commenta: "Diciamo che Renzi non ha avuto la possibilità di apprezzare i cambiamenti epocali che abbiamo fatto in questa città". "Mi hanno espresso vicinanza in due - agigunge - il ministro Graziano Delrio e Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Erano entrambi molto avviliti per quanto accaduto". 

E Renzi? "Non avendo avuto l'opportunità di parlare col presidente del consiglio, non ho potuto conoscere qual e' il suo giudizio". Brr, che freddo. Lei ha presentato le dimissioni dicendo che in base alla legge ha venti giorni di tempo per ritirarle. Cos'è, una minaccia? "Ma si figuri - dice - prendo atto che Pd e Sel, due partiti della maggioranza, hanno chiesto le mie dimissioni. E un chirurgo non puo' restare in sala operatoria senza il suo team". Pensa che qualcuno starà festeggiando? "Sicuramente. Eppure oggi ho visto tanti volti rigati dalle lacrime... Alfonso Sabella, assessore e magistrato, mi ha detto che non piangeva cosi' da 35 anni. E dieci consiglieri del Pd su diciannove mi hanno assicurato con le lacrime agli occhi che erano contrari alle mie dimissioni". 

"La decisione - sottolinea - non è più nelle mie mani. E io sono l'ultima persona al mondo che vuole occupare una poltrona. Questo incarico meraviglioso mi ha procurato problemi familiari enormi, proiettili in busta e perdita della libertà personale".

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