Marino in tv a confronto con i comitati: "Io all'altezza. Superconvinto di potercela fare"

Di fronte a lui tre abitanti di Tor Sapienza e Franco Pirina, ideatore della marcia delle periferie. Il confronto si trasforma in un processo al primo cittadino: "I soldi veri li abbiamo investiti in periferia"

Ignazio Marino a "In mezz'ora" su RaiTre

Difende i cittadini di Tor Sapienza, allontana l'accusa di razzismo, invita al dialogo, elenca le cose fatte per le periferie, allarga l'orizzonte coinvolgendo i governi precedenti e chiude non rispondendo alle domande di Lucia Annunziata. Domenica difficile per Ignazio Marino invitato alla trasmissione In Mezz'ora in quello che si è rivelato in un confronto / processo con i cittadini. Toni pacati, nessun urlo e molte buone intenzioni. Alla fine però Marino ne esce con imbarazzo, incalzato dall'Annunziata svicola su diverse domande. Conferma quindi l'immagine di un sindaco in difficoltà che da domani nel confronto con il suo partito si gioca tanto, praticamente tutto.

Trenta minuti di trasmissione. Il sindaco Marino da un lato, quattro abitanti della periferia est dall'altro. Tre sono di Tor Sapienza, il quarto è Franco Pirina l'animatore della marcia delle periferie di sabato 15 novembre. L'esordio del sindaco sgombra il campo dai dubbi: "In queste persone non c'è sentimento razzista, è quartiere di persone perbene che vogliono la felicità". Un ponte verso i cittadini che impacciati e emozionati provano a raccontare quel che accade nel quartiere salito agli onori delle cronache nazionali.

"E' un disagio grande per una donna vivere a Tor Sapienza, non siamo più al sicuro, per portare mia figlia dalle amiche la deve accompagnare mio marito, mia madre a fare spesa la accompagno io", ha detto una donna. "La sera prima del tentato stupro a una donna (episodio che ha scatenato la protesta violenta, ndr) alcuni extracomunitari hanno tentato di occupare le case degli anziani soli. Noi ci occupiamo di non violenza, le pare possiamo essere razzisti? Ci siamo uniti, ci siamo integrati con altre etnie, albanesi, romeni, ma così le cose non funzionano". Roberto Torre aggiunge: "Negli ultimi due anni c'e' stata un'accelerazione dei problemi. Siamo 16 mila abitanti, siamo sempre stati molto  democratici e civili. Ma un quartiere abbandonato completamente mette le persone in seria difficolta'. Prima era noto per l'ospitalità, ora ci sono stati dei passi indietro. Ma non abbiamo risposte, gli sconti sono il risultato della fine della sopportazione. Vogliamo fatti.".

Pirina, leader del Caop di Ponte di Nona, chiede al sindaco: "Lei si sente all'altezza?". Marino parte con la spiegazione: "Sono arrivato e ho trovato una città del benessere e forse ancora piu' ricca di prima e dall'altra parte una città impoverita, con le macerie un dopo bombardamento. Io di fronte a questa situazione mi sono rimboccato le maniche davanti ad un debito di oltre un miliardo di euro, ho pensato di tagliare gli sprechi, 450 milioni di sprechi in tre anni, e ho cercato gli investimenti perchè se c'è nuovo lavoro si crea meno povertà. I soldi che sono riuscito a recuperare li ho spesi in gran parte per la periferia perché in tempi di crisi bisogna concentrarsi sulle infrastrutture per la periferia come la metro C, le opere stradali inaugurate a Settecamini o al Laurentino, la realizzazione di scuole: ne abbiamo aperte due elementari e quattro materne. Sono convinto, superconvinto che ce la posso fare per questo vado avanti".

I residenti, dopo un inizio impacciato incalzano il sindaco. Torre in particolare segnala la piaga dei roghi tossici: "Siamo avvelenati dalla diossina, dai roghi tossici dei rifiuti nei campi nomadi. Non è razzismo. Il clima è bollente, ma non vediamo nemmeno la più piccola azione. Tor Sapienza è diventato il posto dove mettere tutto quello che è scomodo e difficile da gestire per la politica. Vogliamo sicurezza, il ripristino e alleggerimento di questo quartiere".

Il sindaco risponde parlando della sicurezza e delle idee per affrontare il problema: "Tra qualche giorno il 20 di novembre noi consegneremo ex scuola in fondo a via Morandi ai carabinieri perche' il problema sicurezza esiste e ce l'ho ben presente".

Toccano infine all'Annunziata due domande spinose per il sindaco. Alla prima sul rapporto con il Pd e l'azzeramento della giunta Marino spiega: "Avevo già in programma di spostare e riallocare alcuni talenti della mia giunta". "E se le chiedono di azzerare la giunta?", chiede la giornalista. "Nessuno me lo ha chiesto e nessuno me lo chiederà". "Pagherà la multe?", chiede poi la conduttrice. "Risponderò martedì in aula Giulio Cesare al consiglio ma sottolineo che sono il primo sindaco senza scorta, l'ex sindaco ancora la ha, io no".

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