L'aula urla "dimissioni", Marino resiste: "Resto, non ci saranno elezioni a breve"

"Se ci sono stati errori da parte dell'amministrazione, io sono la vittima. Non dovevo pagare, ma ho voluto pagare, per non creare un conflitto tra sindaco e amministrazione e per eliminare qualsiasi residuo dubbio sulla regolarità di quanto accaduto"

C'era grande attesa per il consiglio comunale di oggi in aula Giulio Cesare. Tante le persone, tutte giunte per assistere alla seduta in cui si discuteva la mozione di sfiducia al sindaco. Marino era chiamato a rispondere del multagate. Un clima da derby ha infuocato l'aula che ha accolto il sindaco con un coro di alcuni minuti: "Dimissioni, dimmisioni". Non solo voci contrarie però: in consiglio comunale infatti anche decine di sostenitori ed esponenti della Lista civica, e anche la sorella del sindaco, che gridano "Vai avanti", esponendo i cartelli 'Io sto con Marino'.

IL MULTAGATE - Quindi il sindaco Marino. Un intervento di una ventina di minuti, articolato, in cui Marino ha spiegato il multagate. Una versione di fatto nuova che riscrive la storia di questa vicenda. Marino, citando una delibera, ha ricordato come lui avesse diritto, in quanto sindaco, a quattro permessi ztl. Il problema si è presentato per il mancato rinnovo del permesso, motivo per cui è incorso nell'infrazione. Una volta però comunicata l'esigenza del rinnovo quelle multe sono automaticamente decadute. "Dalla ricostruzione che ho fatto", ha detto il sindaco, "è evidente che siano state commesse delle disattenzioni da parte degli uffici competenti nel seguire correttamente tutta la procedura. Errori che non hanno prodotto danni a nessuno, se non a me stesso. Ritengo siano errori di gravita' assai limitata, errori cui si e' rimediato, errori che non giustificano il clamore che si e' costruito intorno a questa vicenda".

VIDEO - Cori da stadio in Aula Giulio Cesare a favore e contro il sindaco

"PAGO LE MULTE" - "Se ci sono stati errori da parte dell'amministrazione io sono la vittima" spiega Marino, "la sola vittima, esposto a multe che non avrei dovuto ricevere. Ma un sindaco non puo' essere vittima dell'amministrazione che guida, e allora ho scelto di assumermi la responsabilita' dell'errore e comportarmi di conseguenza: ho detto agli uffici, che pur mi comunicavano che non ero tenuto a farlo, che volevo pagare le multe". Lo ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, nella sua relazione in Assemblea capitolina sulla vicenda delle multe. Percio' mi sono state comunicate le somme e ho pagato. Non alla cassa dell'ufficio Contravvenzioni, che non poteva ricevere il pagamento, visto che le multe erano annullate, ma all'ufficio postale, con semplici bollettini che ho compilato per un totale di 1.021,52 euro, che almeno ritroveremo nelle casse del Comune in vista dell'assestamento di bilancio. Ripeto: non dovevo pagare, ma ho voluto pagare, per non creare un conflitto tra sindaco e amministrazione e per eliminare qualsiasi residuo dubbio sulla regolarità di quanto accaduto. Spero che questo serva a spegnere l'attenzione morbosa che ha accompagnato questa vicenda".

"DIMISSIONI? HO SORRISO" - Quindi il sindaco, interrotto dei cori, non si sottrae a rispondere sulle richie ste e ipotizzate dimissioni: "Ho letto ipotesi e parole del tutto ingiustificate. Ho letto di mie dimissioni e vi dico la verità: ho sorriso. Chi parla, pensa o scrive di mie di dimissioni davvero non vuole comprendere la dimensione della nostra sfida. Non è una sfida personale ma l'ambizione di cambiare Roma e farla uscire dalle macerie economiche e morali in cui era precipitata - ha aggiunto - spero ora si smetta di chiedere le mie dimissioni: sarebbe l'unico caso al mondo in cui si chiede di dimettersi a un sindaco che ha pagato multe che non doveva pagare".

Il primo cittadino non dimentica anche il tema di un possibile rimpasto in giunta: "Non sono qui a cantare le lodi della Giunta, se volete possiamo dedicare una riunione dedicata alle cose realizzare in questi 16 mesi. So perfettamente che ci sono settori in cui potremmo essere più incisivi, sarà mia responsabilità dimostrare che con le giuste scelte sapremo riuscirci, insieme: sindaco, Giunta, forze di maggioranza, cittadini che vogliono cambiare".

"DIVIETO DI SOSTA? CHIEDO SCUSA - E ancora il sindaco parla del video delle Iene e dell'auto in sosta: "In questa settimana di morbosa attenzione la mia auto è stata anche fotografata in divieto di sosta, anche di questo mi assumo la responsabilità e chiedo scusa a romane e romani. Per ironia della sorte per quell'infrazione non ho ricevuto alcuna multa, purtroppo non sono passati vigili a controllare: tutti possiamo sbagliare, ma bisogna saperlo ammettere ed essere pronti a rimediare. Per questo vi assicuro che non smetterò di essere inflessibile sul rispetto delle regole, per me stesso e per chiunque altro a Roma".

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