Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Marino non cede, ma per ora resta dimissionario: "Crisi si concluderà in consiglio"

A dirlo è l'assessore Stefano Esposito che spiega: "E' giusto che Marino abbia l'opportunità di spiegare ai romani ciò che ha fatto"

Foto Infophoto

Marino continua a riflettere e a rivendicare il diritto di farlo. Mantiene le dimissioni? Le ritira? Il tormentone prosegue nonostante nella giornata di ieri il PD, con Matteo Orfini in testa, abbia provato a sciogliere definitivamente il nodo. Un tentativo portato avanti con un incontro segreto a casa del vicesindaco Causi. Un colloquio per trattare la resa definitiva, per ribadire la linea del PD: "Se ritirerai le dimissioni siamo a pronti a sfiduciarti". Lui, Marino, però non ha fatto un passo indietro, irritato, dicono i ben informati, per la deferenza di Renzi che non sente ormai da mesi e che neanche in questi giorni si è degnato di chiamarlo. 

Il sindaco, è cosa ormai acclarata, tratta per avere un'uscita con l'onore della armi, magari proprio dal Premier. Il leader del PD e primo ministro invece di Marino non vuole neanche sentir parlare. La considera una questione chiusa, ma non dalle dimissioni del sindaco, bensì da luglio, quando salvando il marziano, ha affidato l'intera vicenda a Matteo Orfini, commissario del partito che si è fatto garante del primo cittadino in estate, diventandone l'ombra e infiltrando in giunta suoi uomini.

Ed oggi, al redde rationem, Renzi tiene il punto. Una patata bollente tutta per l'ex delfino di D'Alema che senza avere contropartite da offrire, si trova di continuo a ribadire che la posizione del PD non cambia. Contropartite di cui non vuole sentire parlare neanche Marino che chiede solo chiarezza che gli si dica in faccia perché lo si vuole far fuori. Lui stesso oggi arrivando in Campidoglio ha spiegato: "Qui la questione principale non è Ignazio Marino, è Roma. Ignazio Marino non ha assolutamente nulla ne' da chiedere ne' da negoziare con nessuno e per nessuno".

Nel frattempo però nel partito romano le frizioni si sprecano e le spaccature diventano di giorno in giorno più evidenti. In consiglio, almeno per il momento, il gruppo rimane compatto e nel caso la situazione precipiti, ovvero nel caso in cui Marino ritiri le dimissioni, tutti sono pronti o a dimettersi o, turandosi il naso, a votare con le opposizioni contro il proprio sindaco. 

Un nulla di fatto quello di ieri durante l'incontro quindi, nel corso del quale è apparsa netta la sensazione di Marino di voler portare la crisi in consiglio comunale. Altrettanto chiara però è la convinzione del sindaco che per continuare non ci sono i margini. Quindi in consiglio andrà da dimissionario o da sindaco da sfiduciare? Questo appare, al momento, il nodo e qui potrebbe annidarsi la soluzione. 

Una soluzione infatti potrebbe essere quella di un sindaco che in consiglio comunale rivendichi quanto fatto dalla sua amministrazione, confermando però le proprie dimissioni. L'onore delle armi tanto desiderato quindi, senza il voto della sfiducia. Che in consiglio si andrà comunque lo ammette anche Esposito, oggi intervistato a Uno Mattina. "L'esperienza di Marino", spiega l'assessore ai trasporti, "si concluderà in Consiglio. E' giusto che Marino abbia l'opportunità di spiegare ai romani cio' che ha fatto". E se il sindaco ritirasse le dimissioni il PD è pronto a votargli contro.

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