Politica

Funerali Casamonica, Marino: "Cosa farà il Governo contro la Mafia?"

Il primo cittadino parla di messaggi alla politica in vista del maxi processo del 5 novembre e al quartiere. Plauso a Gabrielli: "Con lui mia voce meno isolata"

E' in vacanza Ignazio Marino, ma gli echi di quanto accade a Roma a seguito delle polemiche per i funerali di Vittorio Casamonica lo raggiungono e lo preoccupano. E' però un sindaco rinfrancato quello che sul proprio blog posta un commento in cui ricorda da un lato il proprio impegno e dall'altro si mostra contento per la luce che questo funerale ha acceso sul problema Mafia. 

"La mafia a Roma esiste", scrive sul sito, "come in Italia e in molti altri Paesi. L’ho affermato spesso in campagna elettorale, già nella primavera del 2013, l’ho ribadito da sindaco, quasi inascoltato. Dico “quasi inascoltato” perché, mentre ci si divideva tra chi ne denunciava l’esistenza e chi la contestava, c’era chi, tra tutti il procuratore capo Giuseppe Pignatone, ne definiva incisivamente i caratteri distintivi, l’originalità territoriale, i metodi d’infiltrazione nella comunità civile e democratica, nonché le dinamiche di relazione con la politica. Dopo gli arresti della Procura di Roma è stato un funerale a svelare al mondo il contesto criminale nel quale la mia Amministrazione si è trovata, sin dall’inizio, ad operare".

Secondo Marino "i vivi hanno parlato con il corpo di un morto, quello di Vittorio Casamonica. Nessuno vuole negare una silenziosa pietà umana, proprio nell’anno del Giubileo straordinario della Misericordia ma, come bene ha detto don Luigi Ciotti, non possiamo permettere che il rito religioso sia strumentalizzato. Per parlare a chi? Non certo alle nostre coscienze". 

In particolare il primo cittadino ritiene che con quel funerale si sia voluto lanciare un messaggio "in primo luogo alla politica e alle sue istituzioni democratiche. A due mesi dall’inizio del maxiprocesso del 5 novembre 2015 per la criminalità organizzata che negli anni passati ha infiltrato la capitale d’Italia si usa una carrozza, trainata da cavalli, per trasportare una bara e per dire forse che si accetta la sfida?"

Alla politica ma non solo: "Mi preoccupa però anche l’altro messaggio, ancora più inquietante", aggiunge il sindaco, "quello che parrebbe rivolto alle altre organizzazioni criminali. Alla parrocchia don Bosco, al Tuscolano, a due passi da Cinecittà, si è voluto parlare anche altre organizzazioni criminali per ostentare la propria forza e il proprio prestigio?" 

Tempo di sassolini da togliere dalla scarpa e Marino non perde l'occasione: "Certo, sono passati i tempi in cui, nell’agosto 2013 il prefetto di Roma, nel corso di un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza negava che a Roma ci fossero fenomeni mafiosi ma solo “fatti e comportamenti riconducibili alla criminalità organizzata”.

Oggi, lo straordinario impegno del prefetto Franco Gabrielli, il lavoro determinato e insensibile alle minacce ricevute che stiamo compiendo ad Ostia, e la nuova consapevolezza della presenza di questo cancro metastatico nella nostra comunità, stanno spingendo tutte le forze democratiche ad unirsi per contrastare questi fenomeni, che sono chiaramente mafiosi. La mia voce oggi è meno isolata".

E l'occasione è buona anche per chiedere una mano al Governo: "Il 27 agosto 2015 il Consiglio dei Ministri riceverà la relazione del Ministro Angelino Alfano e quella sarà l’occasione non solo per fare il punto su un eventuale inquinamento mafioso del Campidoglio – sul quale non mi pronuncio – ma ritengo anche per stabilire quali azioni ulteriori intraprendere perché a Roma vinca la legalità, patrimonio della stragrande maggioranza dei romani e degli italiani".

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