Acea, Marino chiede un cambio ai vertici: "Ridurre, tagliare e nominare il cda"

Inviata una lettera al presidente del cda Giancarlo Cremonesi. Il sindaco vorrebbe discuterne il 14 aprile, giorno in cui è in programma la prossima assemblea dei soci quando verrà discusso il bilancio 2013

I vertici di Acea di nuovo nel mirino del sindaco Marino. Riduzione dei componenti del consiglio di amministrazione, da 9 a 5, nomina del cda e del presidente e determinazione del compenso del cda. Questo l'ordine del giorno che il primo cittadino “in qualità di legale rappresentante dell’azionista Roma Capitale” ha inoltrato al presidente del cda di Acea, Giancarlo Cremonesi nominato dal precedente sindaco Alemanno.

Dopo la stoccata della scorsa settimana, “pensano di più alla borsa che a cittadini”, il primo cittadino passa all'azione. Del resto ai vertici della municipalizzata dell'acqua e dell'energia romana ci sono ancora manager nominati nell'era del suo predecessore, Gianni Alemanno. In primis proprio Giancarlo Cremonesi, uomo chiave dell'ascesa e dell'era del primo cittadino di centrodestra seguito dall'amministratore delegato Paolo Gallo nominato, tra le polemiche, poco prima delle elezioni che bocciarono Alemanno. Marino quindi si prepara 'alla guerra' verso un'azienda che vede tra gli azionisti privati soggetti di peso come Francesco Gaetano Caltagirone e i francesi di Suez. Non a caso ieri per Marino è stata giornata di incontri e telefonate, dal governatore Zingaretti al neo segretario del Pd del Lazio Mellilli fino a Bettini. 

I tempi sono stretti. Per “risparmiare” Marino ha chiesto di discutere i suoi punti il 14 aprile, giorno in cui il cda dovrebbe discutere il bilancio dello scorso anno. “Ho espressamente richiesto che, al fine di contenere i costi, tali punti vengano trattati in occasione della medesima Assemblea che sarà convocata per l’approvazione del Bilancio dell’Esercizio 2013, da tenersi entro il prossimo mese di aprile, nel rispetto comunque dei tempi di preavviso previsti per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione” continua Marino.

Il primo cittadino sottolinea come tali richieste sono state portate avanti ben prima che diventasse sindaco “anche se la richiesta rimase inascoltata”. Risparmi ed ottimizzazione della governance “anche al fine di abbattere i disservizi che, come noto, permangono nei confronti dell’utenza”. Per Marino si tratta di “riportare il sistema di costi del Consiglio di Amministrazione a livelli virtuosi”.

“Il Sindaco di Roma, come azionista di maggioranza di Acea, ha il diritto di dare all'Assemblea dei soci le indicazioni che ritiene, se però queste indicazioni sono legittime e legali” ha commentato l'ex sindaco Alemanno. “In particolare è giusto ridurre i costi del Consiglio di Amministrazione purché questa argomentazione non sia un modo surrettizio per mettere in discussione la governance della Società, la cui durata è normata dallo Statuto e dal Codice Civile. Ma quello che un Sindaco di Roma non può e non deve fare è esternare pubblicamente queste indicazioni creando inevitabilmente un contraccolpo negativo all'immagine di Acea come società quotata in borsa che, peraltro, sta ottenendo ottimi risultati”.

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