Mare Monstrum, pubblicato il dossier di Legambiente sui reati costieri: male il Lazio

Lazio al quarto posto tra le regioni più bersagliate per la pesca illegale, l'abusivismo sulla costa e gli sversamenti. Rilevate 6,4 infrazioni per ogni chilometro di litorale

La costa del Lazio sfiora il podio dei peggiori. Legambiente ha reso noto i risultati del dossier Mare Monstrum. Sono aumentati i crimini commessi contro il mare ed il tratto di costa compreso tra Pescia Romana, nella Tuscia, e Marina di Minturno, nella provincia pontina.

I numeri della costa laziale Lazio

I dati forniti da forze dell’ordine e Capitanerie di Porto su abusivismo edilizio, pesca illegale, inquinamento, poi elaborati da Legambiente, restituiscono uno specchio poco lusinghiero della costa regionale. Con 305 infrazioni accertate, 1.961 persone denunciate e  1.067 sequestri, Il Lazio sale al 4° posto tra le peggiori regioni. Nel 2019 si era attestata alla quinta piazza. Un peggioramento che può essere riassunto in un numero: sono 6,4 i reati commessi ogni chilometro di costa.

La preoccupazione

“Crescono i dati delle infrazioni contro il mare, soprattutto relativi a cemento abusivo e svernamenti non depurati – ha commentato Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – Chiediamo immediatamente ai ventiquattro comuni costieri, l’istituzione di forti task force, costituite da enti, polizia municipale, parchi, e associazioni di volontariato di territori, a contrasto degli illeciti”.

La richiesta dell'Osservatorio Regionale

Iniziative virtuose, come quelle finalizzate a rendere i fiumi del Lazio “Plastic free”, non si sono rivelate sufficienti a migliorare le condizioni della costa e del mare laziale. Ed infatti è alla Regione a cui Legambiente si rivolge. “Riteniamo necessario, mai come oggi – ha sottolineato Scacchi –  dar vita ad un nuovo osservatorio regionale che contrasti i reati ambientali, a partire dall’aggressione criminale contro il mare e la costa: bisogna fermare la crescita del numero di infrazioni mettendo insieme forze dell’ordine, capitanerie, cittadinanza attiva ed enti pubblici, in una grande azione di difesa e rilancio del nostro mare”.

Il contributo di Legambiente

Tra le storie finite nel dossier, anche il sequestro che nell'ottobre 2019 è stato perpetrato ai danni del depuratore che era utilizzato da alcune aziende nel distretto di Pomezia. L’indagine, ricorda Legambiente, “era scattata dopo segnalazioni dei cittadini che denunciavano colorazioni bluastre particolarmente accese alla foce del Rio Torto dove si immettevano i reflui del depuratore in questione”. Da quelle segnalazioni è derivato l’esposto presentato da Legambiente ed il successivo blitz di Goletta Verde.

Parte Goletta Verde

A tal propostio, il dossier Mare Monstrum viene lanciato in apertura della campagna del 2020. La goletta di Legambiente salpa infatti il primo luglio per fare tappa, sulle spiagge della martoriata costa laziale due settimane più tardi,  tra il 12 ed il 16 luglio. Servirà a tenere alta l'attenzione su un bene prezioso, il mare, su cui bisogna far convergere gli sforzi. Altrimenti apprezzate iniziative, come quella delle dighe acchiappa plastica, finiranno per trasformarsi nella classica foglia di fico. 

Mare Monstrum-3

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