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Caos municipio VI, Scipioni non molla: "Arriverò fino a Renzi se necessario"

Il minisindaco si ribella alla richiesta del commissario del Pd capitolino Matteo Orfini: "Non mi dimetto, la relazione di Gabrielli riconosce la mia buona amministrazione". Intanto il vicepresidente Palmisano lascia la poltrona

Non molla, il presidente del VI municipio Marco Scipioni. Alla richista di dimissioni, avanzata ieri in via ufficiale dal commissario del Pd di Roma Matteo Orfini e da quello del suo territorio Gennaro Migliore aveva già risposto con un netto rifiuto. E oggi, nonostante la sua giunta abbia perso il vicepresidente Daniele Palmisano, che ha deciso di dimettersi, è tornato all'attacco. La richiesta dei due esponenti dem partiva dal "ripetersi di episodi di opacità amministrativa" come il caso del 'Roma Capital Summer', manifestazione chiusa da un'azione della Polizia Municipale.

Ma Scipioni ribatte con la relazione di Gabrielli, sul tavolo del ministro dell'Interno Angelino Alfano ma non ancora ufficialmente diffusa anche se ne sono stati pubblicati degli stralci sulla stampa: "Il prefetto riconosce la buona amministrazione del VI municipio, tanto che la fiducia in questa giunta è invariata e anzi rafforzata". Scipioni attacca Migliore: "Vorrei capire a questo punto il motivo per il quale Migliore non mi voglia incontrare carte alla mano. In sei mesi qui non s'è mai visto. In questo momento sarebbe giunta l'ora di incontrarci alla luce delle sue affermazioni". 

Il minisindaco è deciso a non rimanere con le mani in mano: "Lunedì renderò note tutte le carte per sottolineare la trasparenza degli atti politici e dell'operato di questa giunta. La maggioranza è con me per sostenere il grande processo di rinnovamento del municipio iniziato con la mia elezione". Prosegue Scipioni: "E' logico che tali processi possono portare con sè polemiche basate anche sul nulla ma io guido un municipio di 360.000 abitanti, pari all'ottava città d'Italia e non ho tempo per schermaglie di basso cabotaggio che nulla hanno a che vedere con la politica seria e l'amministrazione".

Per Scipioni la decisione di Orfini è scaturita da "notizie infondate" prese "sull'emotività di accelerare il processo di rinnovamento". E' quindi a "disposizione" per chiarire con Orfini, ma non è intenzionato a mollare. Costi quel che costi. "Sono disposto ad arrivare fino al premier Renzi per dimostrare la verità dei fatti e la bontà della mia amministrazione". 

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