Sanatoria, Cacciatore: "Se M5S mi caccia per il voto a favore non accetta il confronto con i territori"

Intervista al consigliere pentastellato e presidente della commissione Urbanistica regionale Marco Cacciatore

Foto Facebook Marco Cacciatore

Dopo settimane al lavoro per contribuire ad arrivare alla definizione di una regolarizzazione di parte delle famiglie occupanti nelle case popolari, “ha dato seguito al percorso” intrapreso e votato a favore della legge sul collegato al Bilancio insieme alla maggioranza di centrosinistra. Così oggi per il consigliere pentastellato e presidente della commissione Urbanistica e Politiche sociali, Marco Cacciatore, si è aperta la richiesta da parte dei colleghi del suo stesso gruppo alla Pisana di espulsione.

Si sente tranquillo?

Non ho ancora avuto notizie ufficiali in merito e le aspetto con tranquillità. Da Cinque Stelle ho condiviso ogni passaggio e so per certo che buone frazioni del Movimento, anche romano, sono dalla mia parte.

Partiamo dal voto. Perché ha deciso di votare in dissenso rispetto alla posizione del proprio gruppo?

Ho votato così perché il collegato al Bilancio aveva come misura principale la regolarizzazione per i senza titolo nelle case popolari. È un percorso a cui lavoro da oltre un anno e alla fine si è arrivati a un provvedimento ragionevole, che riguarda chi non ha alternative mentre chi le ha sarà costretto a liberare l’alloggio. Tra l’altro questo è un percorso concertato anche con il Movimento cinque stelle a vari livelli nonché con le altre forze politiche. Abbiamo affrontato ogni singolo comma della manovra e il risultato mi è sembrano più che condivisibile.

Parla di un provvedimento condiviso anche con il Movimento cinque stelle eppure le dichiarazioni ufficiali sono quasi tutte contrarie. In che modo è stato condiviso?

Non più di due settimane prima del voto c’è stato un tavolo di confronto interno al Movimento sulla regolarizzazione. C’erano molti rappresentanti di altri comuni del Lazio ma a Roma stava già montando la polemica e dalla Capitale si è presentato solo un consigliere municipale. Del gruppo regionale era presente la consigliera Francesca De Vito, ed era contraria. Da quell’incontro, però, si uscì con la decisione condivisa di portare avanti una posizione favorevole. Le colleghe Pernarella e Corrado non hanno partecipato. Votando a favore del collegato mi sono voluto prendere in pieno la responsabilità di questo percorso.

I suoi colleghi sostengono che favorire la regolarizzazione è un regalo ai clan. La legalità è un punto importante per il M5S, sente di non aver tradito alcun principio?

Stabilizzare persone che non hanno alternative alloggiative è un aiuto a sottrarsi al racket non a favorirlo. L’amministrazione Raggi invece ha approvato all’inizio del suo mandato 8mila sgomberi nelle case popolari e poi si è accorta che non riusciva a farli e queste persone sono rimaste in balia di questa situazione.

Prima ha detto che una parte del Movimento romano è d’accordo con la sanatoria ma le dichiarazioni ufficiali dicono il contrario. Sta dicendo che la realtà non è poi così omogenea?

C’è una parte consistente nei municipi, e sicuramente la più informata in relazione alla situazione abitativa di Roma, che è d’accordo con la regolarizzazione. Molti portavoce municipali, anche se si tratta di una componente minoritaria, condividono questa opzione.

Il piano di Raggi per far scorrere la graduatoria, secondo lei, è fallito?

Ripeto, 8mila famiglie erano state inserite in un piano sgomberi ma poi ci si è resi conto che era un atto di macelleria sociale e allora sono stati lasciati così, anche in balia del racket, senza essere regolarizzati. La sindaca è contro la regolarizzazione degli stabili erp ma è a favore nel trovare alternative a chi occupa stabili privati. Il mio concetto di legalità è dare dignità a tutti, il suo non lo so.

Anche Roberta Lombardi si è espressa pubblicamente a favore della regolarizzazione. Si aspettava un suo voto positivo al collegato?

Quelle del voto sono state fasi concitate. Io, valutando la versione finale del testo, ho ritenuto che l’elemento più importante fosse la regolarizzazione e ho dato la mia posizione favorevole mentre lei ha dato peso ad altri punti della legge con i quali non eravamo d’accordo. Il collegato non è né un bilancio né una fiducia a Zingaretti e, ripeto, la regolarizzazione era l’elemento principale. Poi, siccome nella parte lombardiana del movimento c’è libertà di opinione, in Aula ho comunicato alla capogruppo la mia decisione di votare a favore.

A proposito di libertà di opinione, dopo la reazione dei suoi colleghi in merito alla sua presa di posizione le è ancora comodo un posto all’interno del M5S?

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Fino a che nel M5S avranno cittadinanza persone abituate ad andare nei territori e poi riportare queste esigenze nelle istituzioni per me resta una forza politica valida. Poi vedremo cosa accade nei prossimi giorni. Se mi cacciano per questo voto è evidente che il Movimento non accetta le critiche e nemmeno un metodo condiviso con i territori. 
 

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