Marcello De Vito è libero: a breve il rientro in Aula, tra l'imbarazzo e i malumori degli ex amici M5s

Questione di ore e il consigliere riprenderà il suo ruolo di presidente dell'Assemblea capitolina. C'è chi spera in un passo indietro spontaneo: "Sta alla sua sensibilità"

Marcello De Vito (aula Giulio Cesare)

Si prepara al rientro Marcello De Vito. Libero da ieri, come da decisione del Tribunale di Roma che ha accolto la richiesta di revoca degli arresti domiciliari, nelle prossime ore potrà con ogni probabilità tornare tra gli scranni dell'aula Giulio Cesare. Anzi, sullo scranno più alto, dato che ancora formalmente ricopre il ruolo di presidente dell'Assemblea. 

Sostituito prima da Enrico Stefàno poi da Sara Seccia, dal momento dell'arresto per corruzione nella vicenda dello stadio della Roma (verrà processato a dicembre), non è mai stato revocato dall'incarico di garante del Consiglio comunale. Questione che ha spaccato per mesi i grillini in maggioranza, tra chi lo avrebbe fatto subito, in coerenza con la parallela espulsione (in realtà mai completata) dal Movimento Cinque Stelle, e chi invece si è opposto, intimorito da eventuali ricorsi dello stesso De Vito dati per possibili, e accoglibili, dal Segretariato generale. 

Insomma, ora De Vito può riprendere il suo posto. La Prefettura dovrà revocare la sospensiva, quella scattata in applicazione della legge Severino, ma è quasi una formalità. La scrittura ufficiale è attesa dal Comune a stretto giro. E il caso agita non poco palazzo Senatorio. Avere un presidente del Consiglio comunale in rotta con la sua maggioranza (anzi, ex, perché dal M5s si è autosospeso) non è la migliore delle situazioni, specie per un'Aula che nel prossimo anno di tutto ha bisogno fuorché di blocchi e ostruzionismi. 

Certo, c'è chi spera che il presidente faccia un passo indietro di sua sponte dal ruolo di guida dell'Assemblea. "Sta alla sua sensibilità, non possiamo certo dirgli noi cosa deve fare" commenta secco il consigliere M5s Enrico Stefàno, suo sostituito per poche settimane, tra quelli che la revoca l'avrebbero votata eccome. "Le norme comunque gli consentono di stare lì, preferisco non dire altro sulla vicenda"

Un clima teso e carico di tensioni sul tema. Tanto che quasi nessuno, dal Campidoglio, lo ha chiamato o si è fatto sentire. Unico a mandare un sms alla moglie è stato Paolo Ferrara, da sempre vicino a lui e a Roberta Lombardi. "Spero comunque di sentirlo nei prossimi giorni, prima dell'eventuale rientro". Su tutto il resto, "attendiamo di capire cosa farà. Ovviamente una riflessione in maggioranza andrà fatta". Già, nella prossima riunione della settimana, se ne parlerà, cercando di capire come muoversi per evitare che in un periodo delicato, a un anno dal voto, si scateni l'ennesima "guerriglia" interna. 

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