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Sabato, 15 Giugno 2024
Politica

Strage di Bologna, De Angelis si "scusa" su Facebook. Ma le opposizioni spingono per le dimissioni

Il capo comunicazione della Regione Lazio precisa le sue precedenti esternazioni dopo giorni di polemiche arrivate fino ai massimi livelli in Parlamento. Rocca lo incontrerà dopo aver raccolto il malumore della premier Giorgia Meloni

Il destino di Marcello De Angelis non è ancora scritto, ma nel frattempo il capo comunicazione della Regione Lazio, nominato da Francesco Rocca, ha deciso di scusarsi dopo le feroci polemiche che sono seguite ad un post Facebook pubblicato il 3 agosto. In quell'occasione l'ex deputato e senatore, ex membro di Terza Posizione e cognato del terrorista Luigi Ciavardini, si era scagliato contro le "menzogne" (e coloro che le alimentano, secondo lui, da 43 anni) sui reali mandanti della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Uno sfogo che ha spinto il governatore del Lazio a prendere le distanze e lo ha costretto a subire l'arrabbiatura della premier Giorgia Meloni. 

Strage di Bologna: l'ultimo post "riparatore" di Marcello De Angelis

Come su Facebook era iniziato tutto, su Facebook potrebbe concludersi. De Angelis, ex portavoce della Croce Rossa Italiana, assunto in Regione Lazio subito dopo la schiacciante vittoria della destra, ha optato per una replica più moderata, una neanche troppo lunga giustificazione che tende più a mandare un messaggio al partito che attualmente tira le fila della politica italiana, che a fare un reale passo indietro sul tema storico. De Angelis, che quattro giorni dopo l'attentato terroristico di Bologna perse il fratello maggiore Nazareno, detto "Nanni" (morto in carcere), sembra voler seguire la linea di Rocca e far prevalere le cause emotive, dietro al post "incriminato": "Purtroppo sono intervenuto su una vicenda che mi ha colpito personalmente - sottolinea - attraverso il tentativo, fallito, di indicare mio fratello, già morto, come esecutore della strage. Questo episodio mi ha certamente portato ad assumere un atteggiamento guardingo nei confronti del modo in cui sono state condotte le indagini. Esprimo quindi dubbi". 

Il riferimento a Mattarella dopo averlo accusato di mentire

L'ex direttore di Area e de Il Secolo d'Italia ha poi attaccato i colleghi giornalisti che lo hanno definito "ex terrorista": "Lo fanno pur sapendo che  - dice - non sono mai stato condannato per atti criminali o violenti e infangano il mio onore, negandomi la dignità di una intera vita. Perché un terrorista è una persona schifosa e vile". "Ho servito e rappresentato le istituzioni democratiche per anni  - ricorda De Angelis, deputato nel 2006 e senatore nel 2008 - e ne ho il massimo rispetto, così come per tutte le cariche dello Stato, che da parlamentare ho contributo ad eleggere e che oggi sostengo come cittadino elettore. Fra queste e prima di tutte, la Presidenza della nostra Repubblica". Il riferimento alla carica, ricoperta da Sergio Mattarella, si è resa necessaria per rispondere a chi lo ha accusato di averlo attaccato frontalmente con questa frase: "(...) so per certo che con la strage di Bologna non c’entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini (tutti condannati in via definitiva, ndr) - scriveva il 3 agosto - . Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza. E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e 'cariche istituzionali'.  E se io dico la verità, loro, ahimè, mentono". 

Le "profonde scuse" e la rivendicazione del diritto a esprimere un opinione

L'ex dipendente della Croce Rossa Italiana dedica poi un pensiero alle vittime di terrorismo: "Per tutte le vittime della folle stagione dei cosiddetti anni di piombo - scrive - e dei loro familiari ho il massimo rispetto, vieppiù per chi sia finito sacrificato innocentemente in eventi mostruosi come le stragi che hanno violentato il nostro popolo e insanguinato la nostra Patria massacrando indiscriminatamente. Nel ribadire il mio rispetto per la Magistratura, composta da uomini e donne coraggiosi che si sono immolati per difendere lo Stato e i suoi cittadini, ritengo che tutti abbiano diritto ad una verità più completa possibile su molte vicende ancora non del tutto svelate". "Ribadisco le mie profonde scuse  - ha concluso De Angelis - nei confronti di chi io possa aver anche solo turbato esprimendo le mie opinioni. Anche se rimane un mio diritto, prima di scrivere e parlare bisogna riflettere sulle conseguenze che il proprio agire può avere sugli altri. Viviamo per fortuna in una società civile in cui il rispetto degli altri deve essere tenuto in conto almeno quanto la rivendicazione dei propri diritti". Nel post del 3 agosto, però, De Angelis aveva scritto: "Non è un’opinione: io lo so con assoluta certezza (che i tre condannati per la strage sono innocenti,ndr). E in realtà lo sanno tutti: giornalisti, magistrati e “cariche istituzionali”".

Il pensiero alle vittime e ai loro parenti

Insomma, l'ex estremista nero si è scusato per aver creato "disagi" e aver toccato un argomento in una maniera forse eccessivamente sguaiata, senza considerare la possibilità di urtare la sensibilità dei parenti delle 85 vittime e degli oltre 200 feriti della strage del 2 agosto 1980, ma ha ribadito al contempo le sue idee: suo cognato Luigi Ciavardini, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro non organizzarono e non misero in atto l'atto terroristico. Per lui i dubbi restano, ma il rispetto per i magistrati (e per Mattarella) non è in discussione. 

Le opposizioni chiedono un consiglio straordinario

Lui, però, potrebbe esserlo in discussione. Francesco Rocca la mattina del 7 agosto era a Latina per un evento e ha fatto sapere di aver parlato con Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia e presidente del Consiglio: "Non era contenta", ha aggiunto il governatore. Ma ad oggi nel partito stanno tutti zitti. Dicendo che avrebbe poi incontrato De Angelis, suo capo comunicazione (e non portavoce). Nel frattempo le opposizioni alla Pisana sferrano l'attacco e chiedono un consiglio straordinario: "Esprimiamo un profondo disappunto sulle dichiarazioni del presidente Rocca e sulla sua scelta di non rimuovere immediatamente Marcello De Angelis dal suo incarico - si legge in una nota dei capigruppo Mario Ciarla del Pd, Roberta Della Casa del M5S, Marietta Tidei di Azione/IV, Claudio Marotta di Avs, Alessio D'Amato di Insieme per il Lazio e Alessandra Zeppieri del Polo Progressista - . Riteniamo che quanto scritto, e peraltro ribadito da Marcello De Angelis, sia estremamente serio e incompatibile con il suo ruolo di responsabile della comunicazione istituzionale della Regione. Non possiamo accettare che un tentativo di revisionismo storico, su sentenze passate in giudicato e sulla matrice neofascista della strage come scritto recentemente dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, provenga da una figura istituzionale".

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