rotate-mobile
Politica

Roma è lercia: la mappa dei disagi causati dai rifiuti in città

Le segnalazioni che arrivano dai vari quadranti della Capitale sulla situazione dei rifiuti

Strade sporche, cassonetti pieni e rifiuti a terra. Le cartoline che la città continua ad offrire non sono incoraggianti per i suoi abitanti e per quanti, venuti a trascorrere nella città eterna qualche giorno di ferie, tornano a casa con un ricordo poco lusinghiero.Con l’arrivo dell’estate, e la temperatura che si è ormai assestata decisamente sopra i trenta gradi, la permanenza dei sacchetti non raccolti si complica. Perché, alle scene di degrado, si aggiungono i miasmi che molte postazioni emanano. La situazione è diffusa nell’intera città, che resta caratterizzata da un denominatore comune: la sporcizia.

Dopo l'incontro con l'assessora comunale

Volendo fornire una prima mappatura dei rifiuti, è possibile partire da un quartiere della periferia sud di Roma: Spinaceto. Perché è lì che, recentemente, l'assessora Sabrina Alfonsi ha incontrato i residenti, esasperati per la presenza dell'immondizia che si accumula nelle strade. Le immagini che arrivano dal quartiere, quello che stupì Nanni Moretti per il suo non essere “mica male”, avrebbero probabilmente fatto ricredere l’attore e regista romano. In via Salvatore Lorizzo i cassonetti continuano ad essere accerchiati da rifiuti d’ogni sorta, come del resto avviene anche in via Eroi di Cefalonia dove l’intervento di un semplice “squaletto”dell’Ama rischia di non essere più sufficiente a riportare il decoro.

Cinecittà e Tor di Mezzavia

Nel quadrante sud est della città, in quello che è il municipio più popoloso di Roma, le scene sono da incubo. A Cinecittà, in via Eudo Giulioli,  “venerdì mattina i cassonetti dell’indifferenziato erano pieni – ha raccontato a Romatoday Leonardo, un residente – tutto intorno c'era un tappeto di ingombranti e sacchetti di calcinacci”. A Tor di Mezzavia, invece “in piazza Alberto Lupo la sera il marciapiede è regolarmente invaso dai rifiuti. Stamattina era insolitamente pulito e la stessa cosa su via Billi dove, dietro ai cassonetti, si forma un’invasione d’immondizia che raggiunge il marciapiede” ha spiegato Claudio, un residente. Stessa scena segnalata in via Cropano dove “oggi hanno finalmente pulito ma fino a ieri non si poteva camminare neppure sul marciapiede”.

Da Don Bosco alla Romanina

Situazione delicata viene segnalata a Don Bosco. Nelle principali strade del popoloso quartiere, la raccolta dei rifiuti non sembra garantita con regolarità. Ed infatti in via Flavio Stilicone ed in via Ponzio Cominio ci sono cumuli di sacchetti e rifiuti ingombranti, compresi gli immancabili materassi che dovrebbero essere conferiti nei centri raccolta e non a livello stradale. Cassonetti pieni anche in via della stazione Tuscolana ed in generale nella zona dell’Appio Tuscolano ed in via Appio Claudio, allo Statuario. Fuori dal GRA la situazione si fa più complicata. “In via Biagio Petrocelli sembra di vivere in una favela – ha commentato una residente, autrice d’un corposo reportage fotografico – alla Rominina abbiamo cumuli e comuli di rifiuti che non vengono rimossi. Addirittura i cassonetti, quando sono svuotati, vengono rimessi sopra questi sacchetti con il rischio che possano rovesciarsi e ferire qualcuno”. 

Negli altri territori

Un posto, nella mappa dei rifiuti, lo conquista anche Centocelle. “Alcuni cassonetti sono pieni, altri vuoti ma pieni di sacchetti all’esterno, segno che si sono accumulati nei giorni – ha testimoniato un residente – è impressionante comunque la puzza. L’immondizia con il caldo crea degli odori irrespirabili”. Ad Ottavia invece, nel XIV municipio, è palesemente in crisi il sistema di raccolta porta a porta. A mantenere alta l’attenzione su questo disservizio è Andrea Severini, marito dell’ex sindaca Virginia Raggi che, dopo aver mostrato le immagini serali, ha pubblicato sul proprio profilo facebook “le cartoline diurne” del degrado.

Dossier - Dentro l'emergenza rifiuti: guasti più della metà dei mezzi

“Roma è vergognosamente sporca, ma dopo 20 mesi di mandato Gualtieri non ha più alibi”, così Carpano di Azione in Campidoglio. “I cassonetti di tutta la città traboccano di rifiuti non raccolti perché metà dei mezzi AMA sono rotti e in manutenzione. In 20 mesi si poteva azzerare la vecchia dirigenza e avviare una grande riforma per il rilancio di quella partecipata. È stato fatto qualcosa?  Nulla, si rincorrono i problemi invece di anticiparli. È quello che sta succedendo sulle manutenzioni dei mezzi: si scopre che il dirigente lavora male solo quando la frittata è fatta” ha concluso il consigliere. Sono tante, oltre a quelle citate da Carpano, le ragioni che stanno mandando in tilt la raccolta dei rifiuti in città. Roma è sicuramente lercia anche per i mezzi obsoleti che utilizzano gli operatori dell’Ama o perché sono state depotenziate le officine delle municipalizzate ed anche perché i suoi operai non sono stati formati adeguatamente a compiere delle manutenzioni che durano più del previsto. C’è anche dell’altro.

Un sistema di raccolta fragile

“La gestione capitolina dei rifiuti è un sistema molto fragile, per cui basta che qualcosa non vada per il verso giusto, com’era accaduto ad esempio con la pressa guasta di Ponte Malnome, per mandare in tilt il servizio. A questo – ha sottolineato Maurizio Marchini, della Lila_ lavoratori Ama – si deve sommare il fatto che nel fine settimana e durante le festività i tir non possono viaggiare in autostrada, consegnando i rifiuti agli impianti fuori città. Ma per questo basterebbe chiedere una deroga al prefetto, cosa che va fatta subito, altrimenti il 29 giugno racconteremo scene già viste”. Scene di cassonetti pieni, tappeti di rifiuti e miasmi. Le stesse immagini e gli stessi odori che, i romani, segnalano anche negli ultimi giorni in tutta la città.

Roma é lercia: le immagini di degrado del 23 e 24 giugno 2023

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Roma è lercia: la mappa dei disagi causati dai rifiuti in città

RomaToday è in caricamento