Aree verdi, Retake contro l'assicurazione ai volontari: "Il Comune faccia un passo indietro"

Il movimento no profit che in pochi anni è sorto a simbolo della partecipazione civica si scaglia contro il Campidoglio e la determina dirigenziale che impone una polizza ai volontari

Retakers a lavoro a piazza Bologna, foto da Facebook Retake Roma

Loro la polizza ce l'hanno, ma il Campidoglio la richiede anche ai volontari improvvisati, quelli che decidono di dare un contributo occasionale al decoro della città. "E' una decisione che va contro la volontà di promuovere la partecipazione dei cittadini nella valorizzazione e gestione del verde". Retake contro il Comune, dopo la determina dirigenziale del 3 agosto che fissa paletti precisi per potersi prendere cura di Roma. Un form da compilare con i dati personali, o dell'associazione, una comunicazione precisa su dove si interviene, con quali strumenti e con quali finalità e - qui la nota dolente - un contratto di assicurazione. Per sfalciare prati, pulire aiuole, piantare un fiore, potare un albero, togliere gli adesivi che imbrattano i muri delle metropolitane, che lo faccia un singolo o un comitato di quartiere, servirà una polizza a "copertura dei rischi occorrenti".  

Così, se la delibera di giunta 66/2017 sembrava andare nella direzione di favorire la partecipazione "dal basso", coinvolgendo il cittadino e promuovendo "le iniziative volte alla sensibilizzazione della comunità sul verde urbano, quale risorsa ed elemento identitario culturale della città", l'atto amministrativo del dipartimento Ambiente potrebbe rivelarsi un freno. L'assicurazione, anche per attività una tantum, rischia di disincentivare più che invogliare i romani a dare una mano. 

Da qui l'attacco di Retake Roma movimento no profit impegnato da anni nella lotta al degrado: "La prima e unica risposta del Comune (al senso civico dimostrato da migliaia di cittadini) è l’imposizione di un’assicurazione a proprie spese a chiunque voglia fare interventi, anche minimi come svuotare i cestini dei rifiuti". Gli iscritti sono già assicurati, ma quanti romani decideranno di fermarsi insieme a loro a riverniciare un muretto se per un'ora soltanto di buone pratiche serve una copertura assicurativa?  La onlus si regge di fatto sulla partecipazione volontaria, e occasionale. Oggi ci sono gli affezionati, membri ufficiali, ma i gruppi di zona organizzati per ripulire i quartieri della città, continuano ad attrarre residenti incuriositi dall'impegno profuso per la cosa pubblica. Che però non potranno più unirsi ai "retakers" senza impegno, una, due, tre volte, nel weekend, quando liberi dal lavoro. Troppo costoso e impegnativo. 

"Lo diciamo subito: noi non ci arrendiamo, e non ci arrenderemo mai, neanche di fronte ad atti amministrativi ostili. Sono migliaia le persone che curano, volontariamente e gratuitamente, il verde di Roma, supplendo alle carenze dell’amministrazione" attacca Retake. "Si tratta di un passo indietro molto preoccupante, spia di un’amministrazione che agisce solo in autotutela, ignora prassi amministrative innovative, disconosce il valore della mobilitazione civica, scarica le proprie inefficienze sulle spalle delle persone a cui, invece, dovrebbe offrire un servizio". Poi l'appello: "Chiediamo all’amministrazione di ripensarci, anche alla luce del Codice del terzo settore, e chiediamo di considerare altre modalità che favoriscano e non disincentivino la più ampia partecipazione delle cittadine e dei cittadini nella cura del loro territorio".

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