Rifiuti, il grande ritorno di Manlio Cerroni: la verità del supremo sui rifiuti a Roma

E' stato presentato questa mattina a Fiumicino presso l'hotel Tiber il volume 'Storia e cronaca a volo d'angelo sulla 'monnezza' di Roma e del Lazio' scritto dal 'patron' di Malagrotta Cerroni

Un libro per raccontare, dopo la bufera sollevata dalle inchieste giudiziarie a suo carico, “la mia versione dei fatti”. Manlio Cerroni, il 'patron' di Malagrotta, non accenna a fare un passo indietro e risponde con un libro con al centro settantanni di storia dei rifiuti a Roma e nel Lazio. Il volume è stato presentato questa mattina all'hotel Tiber di Fiumicino insieme a giornalista Antonello Piroso.“Storia e cronaca a volo d'angelo sulla 'monnezza' di Roma e del Lazio, il titolo. Sottotitolo: 'Dal 1944 al 9 gennaio 2014', giorno in cui l'avvocato originario di Pisoniano è stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul sistema rifiuti locale.  

Una vicenda che l'avvocato definisce “ingiusta e inumana visto quello che ho fatto per questa città” afferma nel corso della presentazione avvenuta 'in esilio' a Fiumicino e non a Roma perché, per volere delle autorità giudiziarie, “l'avvocato non può mettere piede dentro alla Capitale”. Il leit motiv è quello di sempre: “Abbiamo salvato Roma a nostro rischio e investimento. Pretendo che Roma mi ringrazi”. Poi spiega: “Ho avanzato richiesta per la cittadinanza onoraria”. Cerroni ne è convinto: “Per quello che avevamo fatto, meritavamo un premio e non un castigo”.

VIDEO/1 - "Pretendo la cittadinanza onoraria"

70 ANNI DI STORIA – Cerroni nel suo intervento iniziale ripercorre i settantanni di storia dei rifiuti del Lazio raccontati nel libro che contiene “un'ampia documentazione”. Dal primo impianto del 1964 di Ponte Malnome “ideato per il trattamento e il recupero dei rifiuti. Quel giorno nacque il capostipite degli impianti di recupero. Lo riporta anche la Treccani”, all'inizio della storia fino all'apertura della discarica di Malagrotta arrivando alle recenti 'emergenze' e al balletto per la scelta della discarica che avrebbe dovuto succedere a Malagrotta. “Avevamo ragionato sull'ipotesi di Quadro Alto ma alla fine non se ne è fatto niente”. Nel 2011 salta fuori Corcolle “con tutta la polemica che ha comportato”. Quasi come una provocazione Cerroni ha raccontato di aver chiesto all'allora ministro all'ambiente Clini di farlo “vicecommissario con licenza di uccidere, alla fine mi ci sono fatto da solo. Ma chi avrebbe speso 12 milioni per realizzare l'impianto di tritovagliatura di Rocca Cencia?" ha affermato riferendosi all'impianto“realizzato in tutta fretta per fare in modo che entro la data fissata del 10 aprile 2013 tutti i rifiuti di Roma fossero trattati”.

VIDEO/2 - "Grazie a me risparmi pari a 105 restauri del Colosseo"

LA VOCAZIONE - Superata la soglia degli ottantasette anni, Cerroni non accenna a fare un passo indietro nel campo del trattamento dei rifiuti. “Posso anche cedere tutte le mie proprietà ma le soluzioni le ho io e andrò avanti a oltranza”. E per spiegare perché non ha intenzione di dire basta con i rifiuti cita Quintiliano spiegando di essere stato chiamato come in una “vocazione”.  Ha spiegato: “Se dieci anni non bastano ce ne sono venti, continua a fare il tuo lavoro urbi et orbi a favore della collettività”ha affermato. Il suo, ha precisato rispondendo a quello che ormai è diventato un epiteto, monopolista, un 'monopolio al rovescio' perché “mi impegno il più possibile per dare risposte” al posto di trarre il massimo guadagno. Anche perché, sottolinea Cerroni, “le amministrazioni di questa città non hanno mai trovato soluzioni alternative. Non ci sono altre soluzioni a quello che abbiamo proposto noi”.

IMPIANTI ALL'AMA - Alla domanda se sia disposto a vendere i suoi impianti all'Ama Cerroni risponde: “Se ci mettiamo a tavolino e troviamo un accordo non c'è problema”. Cerroni ha poi parlato di una proposta che fece direttamente anche allo stesso sindaco Marino: “Un impianto per la trasformazione in biometano del biogas derivante da 250mila tonnellate di organico all'anno”.

VIDEO/3 - "Con me Roma in due anni è fuori dall'emergenza"

L'INCONTRO CON CALTAGIRONE – Cerroni ha poi ricostruito il suo incontro con il costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone azionista di Acea. “Nel marzo 2012 su suo invito (di Caltagirone, ndr) ho avuto negli uffici di via Barberini un lungo incontro sui rifiuti di Roma” ha affermato Cerroni. “In quell'occasione lasciai una nota sugli interventi industriali” e “ci salutammo con l'intesa di arricchire la documentazione, cosa che puntualmente ho fatto, di rivederci per approfondire i vari argomenti e vedere se possibile anche attraverso Acea le soluzioni più utili per la città”. Ci fu anche un secondo successivo incontro, ricostruisce Cerroni, “ma da allora non ho saputo più niente”.

RISPARMIO – Cerroni rivendica anche il merito per il risparmio che ha permesso di effettuare ai romani nel corso degli anni. Il simbolo scelto per il paragone tocca le radici e il simbolo di Roma: il Colosseo. “Se l'incidenza dei costi per lo smaltimento dei rifiuti è del 17%, mentre quella media arriva fino al 35%, Roma ha avuto un beneficio di 10 punti, cioè di 70 milioni. Io ho fatto risparmiare a Roma 70/75 milioni all'anno, il costo del restauro del Colosseo è di 25 milioni, quindi ho fatto risparmiare a Roma ogni anno tre volte il restauro del Colosseo, che in trent'anni fanno 105 restauri del Colosseo". E a chi gli chiede se il risparmio abbia giustificato la violazione della legge che impedisce di versare rifiuti non trattati in discarica fa rimbalzare la palla alla politica: “E' la legge che me lo ha permesso: nei vari decreti mille proroghe è sempre stata inserita l'autorizzazione a procedere in violazione a quanto richiesto dall'Ue”.

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VIDEO/4 - "Non ci sono soluzioni alternative a noi"

LA SOLUZIONE – Nel corso della presentazione del libro Cerroni ha più volte ribadito di avere in tasca la soluzione ai problemi di smaltimento della capitale: “Nel giro di due anni sono nelle condizioni di portare Roma a livelli di eccellenza”. Nella sua proposta ci sono i quattro impianti di trattamento biologico, il biodigestore per i rifiuti organici ma anche i due gassificatori di Malagrotta, “che abbiamo intenzione di completare nelle sue tre linee” e quello di Albano. “Se poi è stato detto 'qui c'è da fare fuori il monopolista' facciano pure e se faranno bene sarò il primo ad applaudire. In caso contrario se invece pensano di 'fare il fuorigioco' attraverso questo sistema si sbagliano di grosso. Perché servono i 'maccheroni' per riempire la pancia, non le parole, e i rifiuti continuiamo a smaltirli noi a Roma". 

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