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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Manifesti shock contro l'aborto: "Da giorni se ne parla e nessuno li rimuove. Raggi cosa aspetti"

Ancora denuncia dal Partito democratico per la mancata rimozione nonostante appelli e polemiche

"Viale delle Milizie, Roma. Continuano ad esserci i manifesti di Pro Vita e il loro messaggio palesemente falso". A denunciare con foto la permanenza per le strade della Capitale dei manifesti di Pro Vita è la consigliera del Partito democratico Giulia Tempesta. Inutili gli appelli del centrosinistra a rimuovere i cartelloni affissi in città la scorsa settimana. "Sono giorni che se ne parla e ancora campeggiano. Cosa aspetta la Sindaca Raggi ad applicare il regolamento comunale e a farli togliere?".

"Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva Ru486, mette a rischio la salute e la vita della donna e uccide il figlio nel grembo". È il testo della campagna shock partita a Roma e Milano e firmata dal movimento Pro Vita & Famiglia. Maxi manifesti affissi e decine di camion vela apparsi a Roma per "denunciare l’aborto farmacologico", come spiegato dal movimento. Una campagna che ha sollevato la protesta di parte del mondo politico. "La farsa secondo cui la pillola RU486 metta a rischio la salute delle donne, sta diventando sempre più violenta" hanno denunciato Sara Lilli, capogruppo del Pd nel municipio Roma I Centro e Daniela Spinaci, Presidente della commissione municipale Pari Opportunità. 

A sollecitare ulteriormente Raggi nella rimozione dei manifesti, anche la Cgil. "Devono essere rimossi, come prontamente chiesto dalle donne delle associazioni, da diverse esponenti politiche, dalle pensionate e dai pensionati della Cgil" si legge in una nota stampa. "Di violenza si tratta quando al diritto di scelta di interrompere una gravidanza, anche tramite la pillola RU486, viene associata l’immagine di un corpo di donna (si suppone morta avvelenata) che oltre se stessa ha ucciso il feto che teneva in grembo. Tanto ha fatto l'associazione ultracattolica ProVita facendo affiggere nei giorni scorsi, in diverse città d'Italia e nella Capitale, manifesti che dichiaratamente inviano un messaggio violento contro tutte le donne: se prendi la pillola abortiva, sei un'assassina". 

Riportiamo di seguito la posizione dell'associazione Pro Vita & Famiglia. 

L’Associazione Pro Vita & Famiglia Onlus, in relazione all’articolo «Manifesti shock contro l’aborto: “Da giorni se ne parla e nessuno li rimuove. Raggi cosa aspetti”» del 14/12/2020, dichiara che i manifesti affissi in diverse citta? contro la pillola abortiva RU486 intendono rendere consapevole il pubblico sui rischi scientificamente dimostrabili che l’assunzione della RU486 implica per la salute e la vita delle donne.
 
L’aborto farmacologico e? molto piu? pericoloso per la donna che l’aborto chirurgico: la mortalita? e? dieci volte maggiore (Greene, N Engl J Med, 2005; AIGOC, 2020). Gli effetti collaterali comuni sono: crampi, emorragia, vomito, debolezza, febbre, mal di testa, diarrea, ipotensione (la letteratura scientifica in materia e? abbondante: cfr. JPandS, Vol. 24, n. 4, Winter 2019). Quasi una donna su 20 e? costretta a completare la procedura farmacologica con una revisione della cavita? uterina (raschiamento). Piu? della meta? delle donne puo? soffrire il potenziale trauma di vedere l’embrione espulso (suo figlio) nel water o sull’assorbente (Slade, Heke et al., 1998). Soprattutto nei tempi del “consenso informato”, informare le donne sulle potenziali conseguenze dei metodi abortivi – anche a prescindere dall’entita? dei rischi – e? non solo un diritto ma anche un dovere.

Articolo aggiornato al 16 dicembre alle ore 17.30


 

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