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Blocco degli sfratti a rischio: l'allarme dei sindacati a Montecitorio. Davanti a Comune e Regione la protesta dei movimenti

Doppia mobilitazione a Roma in tema di politiche abitative. A Montecitorio Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini; davanti a Comune e Regione il Movimento per il diritto all'abitare, Asia Usb e Noi Restiamo

Comune. Regione. Parlamento. Pomeriggio di mobilitazione a Roma in tema di politiche abitative. Molte le sigle e le realtà scese in piazza, due diversi presidi e una preoccupazione: la crisi economica generata dalla pandemia ha aggravato il disagio abitativo che da anni rende difficile l’accesso alla casa a decine di migliaia di famiglie solo nella Capitale: oltre 13mila famiglie in attesa di una casa popolare, circa 6mila nelle occupazioni, oltre 4200 richieste di sfratti nel 2019 con un'attesa impennata nel 2020 causata dall'emergenza coronavirus.

A Montecitorio, il presidio, con appuntamento alle 15, è stato indetto dalle segreterie nazionali dei sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini per chiedere di non mettere in discussione la proroga del blocco degli sfratti fino al 30 giugno 2021. Il provvedimento, infilato il 23 dicembre nel decreto Milleproroghe, ha suscitato l’opposizione dell’organizzazione dei proprietari Confedilizia che ne ha chiesto la cancellazione, raccogliendo pieno sostegno di parte delle forze politiche, dal centrodestra a Italia Viva, o generando ripensamenti in altre come il Pd che ha chiesto di fermare solo gli sfratti emessi dopo l’emergenza Covid 19.

I sindacati degli inquilini hanno lanciato l’allarme e scritto una lettera ai gruppi parlamentari della Camera, ai Presidenti e ai componenti delle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio e Tesoro definendo “irrinunciabile” il blocco delle esecuzioni degli sfratti. “Sono sorti nuovi allarmi in merito a una possibile e non auspicabile ondata di contagi”, le parole del segretario nazionale di Unione Inquilini, Massimo Pasquini indirizzate ai deputati. “Pensate davvero di poter decidere in serenità che riprendano le esecuzioni di sfratto dal 1 marzo 2021 mettendo a rischio la salute di decine di migliaia di famiglie?”.

Una nota da parte dei sindacati è stata mandata anche ai presidenti della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e dell’Anci Antonio Decaro. “Chiediamo l’apertura di un confronto con il governo, le parti sociali e le organizzazioni che rappresentano i proprietari per governare una situazione che, altrimenti, sarà ingovernabile”, spiega a Romatoday il segretario romano del Sunia, Emiliano Guerneri.

“Per esempio è possibile prevedere delle forme di ristoro o di sgravio fiscale per quei proprietari che rinunciano allo sfratto e accettano di rivedere i canoni di affitto, contribuendo ad alleggerire la situazione. Serve inoltre una commissione per la graduazione degli sfratti per analizzare le situazioni caso per caso e assicurare il passaggio da casa a casa a tutti”. Al presidio a Montecitorio hanno partecipato anche Cgil, Cisl e Uil del Lazio, il Forum del Terzo Settore, Nonna Roma. Presente anche il presidente dell’VIII municipio, Amedeo Ciaccheri e il deputato di Leu, Stefano Fassina.  

Il Movimento per il diritto all’abitare romano, il sindacato Asia Usb e il gruppo studentesco Noi Restiamo hanno invece protestato davanti all’assessorato Politiche abitative di Valentina Vivarelli, in piazza Giovanni da Verrazzano, per poi spostarsi davanti alla sede della Giunta Zingaretti, sempre a Garbatella. “Siamo qui per affermare la necessità di politiche abitative che tengano conto sia delle esigenze di chi vive in affitto, e che non ha visto nel bonus casa una soluzione, sia per chi è in una condizione conclamata di crisi abitativa ed è costretto a subire un ulteriore disagio a causa dell’articolo 5 del piano casa dell’ex governo Renzi che impedisce di ottenere la residenza agli occupanti”, spiega Margherita Grazioli del Movimento per il diritto all’abitare.

La bocciatura verso l’operato dell’assessora Vivarelli è totale: “La città è in crisi abitativa e lei non ha mai sentito l’esigenza di un confronto. In sei mesi sono state assegnate zero case popolari e dodici persone sono morte per strada in assenza di un piano freddo. Per non parlare della questione del bonus affitto, con il 70 percento delle domande cassate per vizi procedurali e le altre in attesa di essere lavorate da quasi un anno. La latitanza dell’assessora è diventata qualcosa di inaccettabile”.

Alla Regione Lazio di Nicola Zingaretti, invece, i manifestanti hanno voluto ribadire “la competenza della regione in materia di politiche abitative”, ha spiegato Angelo Fascetti, di Asia Usb. “Per questo chiediamo a Zingaretti di farsi interprete verso il governo per l’utilizzo dei soldi del Recovery Fund per la questione abitativa, abbandonando la politiche dei bonus e della vendita del patrimonio pubblico. Quest’ultimo deve essere incrementato e invece la Regione ha deciso di vendere oltre 7mila abitazioni Ater. Chiediamo infine di affrontare l’emergenza causata dalla dismissione degli immobili degli enti previdenziali e dalla gestione dei piani di zona dai quali potrebbero arrivare centinaia di appartamenti utili a dare risposte all’emergenza abitativa della città”.

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