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Manifestazione commercianti del 20 dicembre 2013

Manifestazione commercianti del 20 dicembre 2013

Tavolini, proroga dei piani in scadenza: il 28 febbraio commercianti in piazza

Continua la guerra su tavolini e dehors. I due mesi di sospensione per permettere ai commercianti di adeguarsi alle nuove norme stanno per finire, ma loro organizzano l'ennesima protesta

La proroga è agli sgoccioli. I 60 giorni concessi dal Campidoglio a bar e ristoranti del centro per adeguarsi ai nuovi piani di massima occupabilità stanno per scadere. E gli esercenti tornano in piazza. Per venerdì 28 febbraio la Lupe Roma ha organizzato una manifestazione in piazza Bocca della Verità, a due mesi dalla grande mobilitazione di piazza Venezia, partecipata da commercianti e associazioni di categoria, contro i tagli a tavolini e dehors disposti dall'amministrazione. 

I due mesi strappati all'assessorato al Commercio servivano a mettersi in regola con le nuove norme, che interessano oltre un centinaio di strade del centro storico. Chi non l'ha fatto, dal 1 marzo, è abusivo. E verrà punito con sanzioni prima e con la chiusura dei locali poi. La partita sembra chiusa. A confermarlo è la stesso I Municipio: dalla presidente Alfonsi si apprende che non vi è alcuna intenzione di concedere ulteriori sospensioni. 

Sulla stessa linea l'assessore capitolino al commercio, Marta Leonori: "Non ci saranno altri stop perchè altrimenti andiamo soltanto di stop in stop, ma non si capisce qual è l'obiettivo da raggiungere. Il tempo per le proposte è stato dato. Se ci sono proposte alternative possono arrivare". E ancora "abbiamo dato 60 giorni per fare arrivare anche delle proposte sulla base dei criteri che abbiamo dato. Queste proposte al momento non sono arrivate".

Duro l'affondo dell'Associazione Esercenti Bar e Gelaterie di Roma. Così il segretario Claudio Pica. “In questo fine settimana abbiamo appreso con stupore le dichiarazioni del Presidente del Municipio Roma I, Sabrina Alfonsi che vuole porre la questione dei tavolini esterni e dei piani di massima occupabilità, come una contrapposizione tra i residenti del Centro Storico e gli esercenti. Abbiamo riscontrato che molti residenti non si riconoscono nelle parole dette dal Presidente e riportate da un noto quotidiano.

E ancora: "Sarebbe opportuno che il Presidente convocasse un assemblea pubblica, anche al Circo Massimo visto che ha parlato di “miliardi di preoccupate telefonate”, dove possano essere ascoltati i migliaia di residenti che potrebbero avere un confronto serio e costruttivo con gli operatori e gli addetti del settore, molti dei quali a causa dei nuovi piani di massima occupabilità, si troverebbero dal primo marzo senza lavoro". 

"Inoltre – continua Claudio Pica - per risolvere questo problema proporrei all’Amministrazione capitolina di indire un referendum popolare, anche pagato dalle associazioni di categoria, che possa verificare effettivamente la contrapposizione dei residenti avverso gli operatori ma che coinvolga, oltre ai romani, anche i migliaia di turisti che vengono a visitare Roma ed il Centro Storico che ricordo a tutti, è Patrimonio dell’Unesco e viene violentato da incuria, abusivismo e tonnellate di immondizia non raccolta e non certo da chi vuole degustare un buon caffè o pasteggiare all’aperto. 

Ricordiamo che siamo ancora in attesa di una risposta del Sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, affinchè convochi con urgenza le associazioni di categoria congiuntamente ai comitati dei cittadini, dal momento che dal Primo marzo scade la deroga sospensiva. Confermiamo pertanto –  conclude il Segretario dell’Associazione - che siamo in stato di agitazione ed invito tutte le associazioni di categoria ad un tavolo di confronto per definire i modi migliori per una serie di iniziative di sensibilizzazione e di protesta. In questi giorni, abbiamo accelerato la distribuzione del questionario a tutti i Pubblici Esercizi di Roma per conoscere le loro risposte in merito alle strategie da adottare". 

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