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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica Esquilino / Piazza della Repubblica

"Non una di meno": in migliaia a Roma per dire no alla violenza sulle donne

Da 24 città sono arrivate a Roma: "Siamo una marea"

Promettono di non fermarsi, finchè non saranno libere dalla violenza maschile e di genere. Migliaia di donne, sono arrivate nella Capitale con pulman partiti da tutta Italia. Da Trieste a Genova, passando per Milano, Bologna, Napoli, Salerno, Taranto. In tutto 24 città. E' questo il primo dato che emerge della grande manifestazione che, per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, si è data appuntamento a Piazza Esedra.

La rete "Non una di meno"

"Siamo la marea che ha attraversato le strade di Roma lo scorso 26 novembre" fanno sapere attraverso l'appello lanciato dalla rete "Non una di meno". Durante l'ultimo anno, le campagne, le mobilitazioni, le assemblee, hanno favorito una forte presa di coscienza, sintentizzata in un piano. E' un "documento politico femminista che considera la violenza maschile e di genere come fenomeno strutturale e sistemico, che non può essere affrontato aumentando le pene dei reati o con approcci emergenziali ma a partire dall’esperienza dei centri antiviolenza e del movimento femminista".

Manifestazione contro la violenza sulle donne: Foto Non una di meno

Investire sulla cultura

Serve una profonda trasformazione culturale e devono essere potenziati i percorsi di sensibilizzazione e di informazione rivolti in particolare ai giovani - ribadisce anche la Fiom Cgil, che ha aderito alla mobilitazione - Non ci fermeremo finchè il cambiamento non sarà strutturale, a partire dalla scuola, dal lavoro, dalla salute, dalle fabbriche e dai luoghi di lavoro".

La sfida sul piano educativo

Che sia necessario investire sulla cultura, se ne dichiara convinta anche la presidente della Camera.  Boldrini ricorda come "la metà delle donne che vengono uccise sul pianeta, sono vittime del femminicidio. Sono uccise, cioè, in quanto donne e per mano di chi dovrebbe amarle. In Italia ne viene uccisa una ogni due giorni e mezzo. Lo dice l’Istat. Ed è un dato spaventoso”. Cosa fare quindi?   “Le leggi non bastano, il problema è culturale. E’ questo il punto decisivo. Agli uomini è richiesto di fare un balzo in avanti, di uscire finalmente da una cultura che per secoli ha ridotto la donna a una proprietà. Ecco perchè è fondamentale agire contro la violenza andando alle radici, impegnarsi sul piano educativo e farlo già  in tenera età  insegnando ai bambini e alle bambine la parità di genere, il rispetto per le donne e per la loro libertà”.

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