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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Politica

"Giù le mani dal trasporto pubblico": lunedì autoferrotranvieri in piazza a Roma

Attese delegazioni da Firenze, Genova, Torino, Pisa, Lucca, Livorno. In prima linea il gruppo Cambia Menti M410 di Micaela Quintavalle

Da piazza dell'Esquilino a piazza Santi Apostoli. Nessun vessilo politico, nessuna bandiera sindacale. Solo tanta rabbia, quella degli autoferrotranvieri. Romani soprattutto, ma non solo. Già perché lunedì a Roma arriveranno da tutta Italia per dire no alla privatizzazione dei servizi pubblici, trasporto in primis. Attese delegazioni da Firenze, Genova, Torino, Pisa, Lucca, Livorno. In prima linea il gruppo Cambia Menti M410 di Micaela Quintavalle che da novembre nella Capitale sta guidando la rivolta contro sindacati e azienda. Una rivolta per chiedere più personale, condizioni di lavoro più dignitose e in generale un approccio al trasporto che rimetta al centro il lavoratore.

Micaela Quintavalle dalle pagine di RomaReport dove porta avanti una rubrica definisce la manifestazione "un evento unico nella storia. Certo, non è stato indetto uno sciopero, quindi da Roma e dall’Italia potranno partecipare solo i lavoratori che non sono di turno nella propria azienda, ma autoferrotranvieri della nazione e cittadini scenderanno in piazza insieme per difendere un bene comune: il servizio pubblico, che qualcuno in maniera niente affatto latente vuole rendere in parte privato perché ormai vige un binomio inscindibile e che a dire di qualcuno sembrerebbe essere immodificabile. Pubblico sarebbe uguale a inefficiente".

Spiega ancora la Pasionaria: "Con i miei colleghi sto girando l’Italia e la condizione delle aziende che hanno dato parte del servizio pubblico al privato è disastrosa. Ma non serve fare 1500 km in una giornata per rendersi conto di tale cosa. Basta guardarsi intorno qui a Roma. I colleghi e gli utenti delle linee affidate alla Roma tpl, ad esempio. E altri privati vivono disagi disarmanti: orari di lavoro insostenibili e mezzi fatiscenti e questo perchè un privato deve pensare all’utile mentre la ragione sociale che caratterizza e deve caratterizzare un servizio pubblico si andrebbe a far benedire, per non utilizzare altre parole che prendono corpo e dimensione nel mio essere e che vorrei gridare con tutta la forza che sento dentro ad una classe politica che di quello che succede per strada e nella vita della gente sembra davvero non rendersi conto per niente".

Anche Simone Ruggeri, operatore di esercizio Atac spiega: "Alla domanda del perchè si dovrebbe partecipare rispondo semplicemente che sarà un evento senza bandiere, nè politiche, nè di sindacato; ci saranno lavoratori con le proprie divise e i nomi delle città dalle quali provengono. Ci saranno cittadini che non porteranno un'idea politica, ma semplicmente un'idea che vede nel rispetto e nella legittimazione del "popolo sovrano" un cardine costituzionale del quale tutti noi dobbiamo riappropriarci. In un momento di malcontento come questo pretendere che tutti si identificassero sotto una sigla, come molti cercano di fare, sarebbe stato far passare lo stesso messaggio di altri che pretendono di essere i leader assoluti e che hanno la soluzione a tutti i nostri problemi. In questa manifestazione invece è stato stabilito che da condividere dovrà esservi solamente l'idea di voler cambiare e ed essere partecipi di questo".

"Il mio pensiero", prosegue Ruggeri "va sopratutto a quei colleghi (perchè anche se lavoriamo in città diverse facciamo parte della stessa categoria di lavoratori) che si organizzeranno con macchine, pullmann, treno e aereo per sostenere quell'idea di CAMBIAMENTO che dovrà responsabilizzare coloro che in futuro avranno le nostre deleghe e garantire al cittadino un servizio adeguato alle esigenze di ognuno. Io sono un autoferrotranviere e parteciperò insieme ad altri colleghi dell'Atac a questo evento e ringrazio tutti coloro che al momento si stanno prodigando affinchè le cose funzionino nel migliore dei modi. Sarà più facile criticare e sperare che sia un fallimento, perchè dopo anni a stare in fila ad aspettare la famigerata poltrona vedere il tutto sfumare per il nuovo che avanza non potrà di certo far piacere. Una ragione in più per essere presenti il 20 gennaio, ore 14 piazza dell'Esquilino".

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