Referendum, in piazza 'C'è chi dice No': domenica a Roma corteo nazionale

La manifestazione parte alle ore 14 da Piazza della Repubblica per terminare a Piazza del Popolo dove, dalle 18, inizierà un concerto. "Non un'accozzaglia ma un Paese che vuole prendere parola"

Giovani, studenti, realtà territoriali impegnate contro grandi opere e per la difesa ambientale, disoccupati, comitati di un Sud "martoriato dalla crisi", movimenti per il diritto alla casa. "Non un'accozzaglia", la replica alla definizione utilizzata dal premier Matteo Renzi, ma un'opposizione "sociale" alla riforma costituzionale su cui il Governo chiede di esprimersi il prossimo 4 dicembre. Un fronte ampio e composito, riunito dietro alla sigla 'C'è chi dice No' che domenica prossima, a partire dalle 14, partirà da Piazza della Repubblica per dare vita a un corteo nazionale per le strade del centro della Capitale. 

"Abbiamo deciso di mobilitare le persone a scendere in piazza e partecipare direttamente perché dietro al fronte del 'No' non c'è solo una passerella di politici o di cittadini che fanno il tifo ma un'Italia che sta alzando la testa, un Paese che vuole prendere parola" ha spiegato Lorenzo, tra i portavoce del comitato 'C'è chi dice No'. "Non crediamo più alla favola della rottamazione. Le abbiamo viste le riforme di questo Governo: dal Jobs Act alla Buona Scuola passando per lo Sblocca Italia che ha ridotto i vincoli ambientali a inutili orpelli". 

Questa mattina presso l'Auditorium dello Studentato di via Cesare De Lollis la conferenza stampa di presentazione della mobilitazione di domenica. C'erano gli studenti, "stanchi della retorica sulle spalle dei giovani, consapevoli di essere la prima generazione che vive peggio della precedente". C'erano tante realtà territoriali impegnate contro le grandi opere mobilitate dalle "modifiche al Titolo V che eliminano le possibilità decisionali dei territori e vanno nella direzione opposta a quello che chiediamo da tempo: avere voce in capitolo sul modello di sviluppo" le parole di Marta del Comitato No Grandi Navi di Venezia, città che ha visto resistenza cittadina anche ad un'altra "grande inutile opera" come il Mose. Scenderà in piazza anche la Val Di Susa "con la convinzione che bloccare questo referendum sia centrale per fermare politiche distruttive nei confronti dei territori".

E ancora. Hanno preso parola realtà provenienti dalle Marche, altri attivisti provenienti dai comitati campani convinti che "la riforma riduce ulteriormente il Sud ad una colonia: con la riforma solo le regioni più virtuose aumenteranno la loro possibilità di decidere mentre le altre saranno sempre più commissariate". I movimenti per il diritto all'abitare "colpiti dal Piano Casa del Governo, in piazza dopo le misure di sorveglianza speciale a carico di due attivisti, che per questo non potranno partecipare, per ribadire l'importanza di continuare manifestare". "Convinta adesione alla manifestazione" è stata espressa anche da Michela Becchis del Comitato per il No di Roma: "Perché questa 'deforma' è contraria all'idea di costituzione come patto sociale ma la trasfroma in un'armatura per cancellare il conflitto e togliere voce ai cittadini". 

La riforma costituzionale "oltre le retoriche, non è altro che un modo per aprire la porta ad ulteriori riforme di austerità e privatizzazione" si legge nell'appello che chiama alla mobilitazione. "Oltre al corteo, colorato e vivace, l'intenzione è quella di costruire un concerto partecipato da diversi artisti della musica e del teatro, un modo gioioso per riuscire a veicolare i dissenso ad una politica che guarda solamente ai bisogni economici delle grandi lobby". Un lungo elenco con oltre 100 realtà da tutta Italia firma l'appello. 

L'appuntamento per domenica è alle 14 in Piazza della Repubblica. Il corteo si snoderà per le strade del centro fino a raggiungere Piazza del Popolo. Qui, per le 18, è in programma un concerto presentato da Michele Riondino durante il quale si esibiranno tanti artisti per il 'No': 99 Posse, The Bluebeaters, Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori), Assalti Frontali, solo per citarne alcuni. 

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