Politica

Associazioni, sindacati e movimenti: la Roma contro le disuguaglianze si mobilita contro il Campidoglio

Appuntamento alle 14 in piazza della Repubblica

Non rassegnarsi a disuguaglianze, precarietà, sessismo e razzismo. Non arrendersi di fronte "allo strapotere degli interessi economici e mafiosi". Al crescente fascismo. La Roma dell'attivismo dei diritti, dei lavoratori precari e degli operatori sociali, quella degli studenti e dei senza casa, quella degli abitanti che vogliono affrontare "le difficoltà di una città sempre più escludente" mettendosi insieme in un "percorso collettivo" scenderà in piazza sabato 1 dicembre. L'appuntamento è alle 14 in piazza della Repubblica e da lì, passando per via Cavour e poi a destra su via dei Fori Imperiali, il corteo arriverà in piazza della Madonna di Loreto. 

L'appello ‘Una di noi. Uno di noi’ che chiama alla manifestazione è un invito a “conoscersi, riconoscersi, ribellarsi”. È stato sottoscritto da oltre 250 persone, tra sindacalisti e studenti, occupanti e insegnanti, architetti, giornalisti, volontari, operatori sociali, giuristi e attivisti. Singoli nomi e cognomi che restituiscono un vasto mondo di attivismo cittadino, di associazionismo, di reti sociali. Una movimento variegato che va da sindacati come la Cgil di Roma e del Lazio all'ANPI, dalla Rete Numeri Pari a Libera, passando per Arci Roma, Movimenti per il diritto all’abitare, studenti medi e universitari (Rete degli Studenti, UDU, Link), Lunaria, Romaccoglie, Cinecittà Bene Comune, Baobab Experience, A buon Diritto, ASGI, Legacoop, Social Pride, la Casa Internazionale delle Donne e tante altre realtà cittadine, laiche e cattoliche. Un mondo composito, il primo a scendere in piazza in questi termini contro le politiche del Campidoglio e dopo l’approvazione del decreto sicurezza e immigrazione. 

“Una di noi, Uno di noi, non è solo uno slogan” si legge in una nota stampa. “E' un percorso collettivo che mette al centro le difficoltà che incontriamo ogni giorno in una città diventata sempre più escludente e ricerca soluzioni e proposte creando continui momenti di confronto, riappropriandosi delle piazze, dimostrando che una nuova convivenza nei nostri quartieri è necessaria”. Una manifestazione cittadina che guarda con preoccupazione anche al quadro nazionale. In particolare al nuovo decreto legge su immigrazione e sicurezza che per gli organizzatori della manifestazione “renderà più difficile garantire i diritti dei migranti e dei rifugiati e dei richiedenti asilo, ostacolerà la lotta contro le mafie e l'esercizio dei diritti democratici di tutti noi”.  

È così che ‘Uno e una di noi’ è un vero e proprio pezzo di Roma. Un fioraio egiziano “che si spacca la schiena per 600 euro al mese, aggredito solo per il colore della pelle”. Una madre “costretta a occupare perché in attesa da anni di una casa popolare”. Un giovane “obbligato a pedalare per tutta Roma per 4 euro a consegna”. La socia di una cooperativa che, dopo lo scandalo di Mafia Capitale, si sente additata come criminale anche se lavora a fianco dei più deboli”. Un laureato “costretto al lavoro gratuito”. Un abitante “costretto ad aspettare un anno per un’ecografia”. Una rifugiata, un omosessuale, una “persona nata o cresciuta in Italia ma senza cittadinanza”. Un commerciante “che resiste al pizzo”, un precario, una maestra che insegna l’integrazione. 

“Cosa Vogliamo?” si legge nell’appello. “Eguaglianza, solidarietà, pari opportunità, partecipazione e accoglienza sono i principi in cui crediamo e che rivendichiamo. La sicurezza che cerchiamo è innanzitutto quella economica e sociale: lavoro, reddito e casa dignitosi. Una scuola e una sanità pubbliche, universali e efficienti. Verde e spazi sociali per i nostri bambini. Una città libera dalle mafie e dai grandi poteri finanziari ed economici. Una società libera da ogni tipo di discriminazione e di razzismo, secondo i principi conquistati dalla Resistenza, sanciti dalla Costituzione e smarriti dalla Repubblica. Dignità e giustizia sociale. Per tutti”.

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