Malati di Sla davanti al Ministero delle Finanze: "Diritto alle cure"

"Mercoledì 12 giugno, dalle ore 10 - 30, davanti al Ministero Economia e Finanze vi troverete, vis a vis con la vergogna"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Mercoledì 12 giugno, dalle ore 10 - 30, davanti al Ministero Economia e Finanze vi troverete, vis a vis con la vergogna. Ci saranno i paralizzati in carrozzina, con respiratori e salvavita, provenienti da ogni parte d'Italia, armati solo della dignità offesa e del diritto di ogni persona, disabile o abile, a vivere la propria dimensione nel miglior modo possibile.

Cosa chiederanno mai questi malati: assistenza, sostegno economico, libertà di accesso alle cure.

Circa tre milioni di cittadini italiani, di ogni età, feriti da disabilità, impediti a lavorare, studiare, crescere e vivere. Cancellati dai programmi politici, esclusi dai dibattiti, assenti in ogni riforma: il loro diritto alla vita resta nei buoni propositi e negli articoli della Costituzione. Colpiti da malattie devastanti, la parte più debole ed esposta del popolo italiano. Dimenticati con le loro famiglie da tutti, ma non dalla disoccupazione, dalle tasse che comunque devono pagare con pensioni da fame. Con qualcosa in più: sofferenza fisica e morale, la morte per mano, l' indifferenza di chi potrebbe ma non fa, la dignità negata. Il Comitato 16 Novembre si rifiuta di accettare passivamente questo ignobile silenzio e proprio loro, i più deboli della società, grideranno meglio di chiunque altro quali sono i bisogni ma anche gli sprechi, gli abusi, cosa è inutile e quanto è necessario fare per cambiare un sistema che non funziona, presentando un progetto per riformare il Sistema Assistenziale, realizzabile, sperimentato, in linea con la tenuta dei conti, e con la dignità di chi, senza colpa alcuna, è costretto a vivere con una grave disabilità.

Afferma il presidente della Federcontribuenti, Paccagnella: '' Il coraggio con cui queste famiglie affrontano il silenzio delle istituzioni, i problemi pratici legati alla gestione quotidiana dei propri familiari paralizzati, lo stato d'animo che li accompagna tra rabbia, paura e voglia di rifiutarsi ad accettare questo trattamento inconcepibile. Dov'è la moralità, l'etica, lo Stato che viene meno in ogni situazione grave. I disabili gravi hanno diritto ad una adeguata pensione, che possa permettergli le cure e l'assistenza necessaria, ma anche di mangiare e pagare le bollette. Hanno diritto di accedere a cure, anche sperimentali, perchè è chi ogni giorno sfida la morte che ha diritto di scegliere come combatterla ''.

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