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"Il maiale di Roma si chiama Claretta Petacci": la battuta di Gnocchi fa infuriare tutti

Coperto d'insulti il comico per la gag a diMartedì

Fermo immagine LA7

Non è piaciuta la battuta pronunciata da Gene Gnocchi sul caso del maiale alla Romanina. Nella striscia satirica che settimanalmente lo vede protagonista a diMartedì, il comico ha commentato la presenza del suino per le strade della Capitale.

"La Meloni continua a pubblicare foto e video di questo maiale in giro per Roma – ha esordito il comico parmigiano - Deve essere il suo maiale che le è scappato. Diamole una male a ritrovarlo: è un maiale femminale, si chiama Claretta Petacci, è molto vispa e potrebbe essere candidata anche in un collegio del Nord".

Diverse reazioni

L'intervento dura un minuto, scatena la risata di Floris e l'applauso del pubblico. Sembra finire lì. Ma è solo l'appartenza. C'è una differenza sostanziale tra il mondo della tv e quello dei social media. Tra uno studio televisivo ovattato e quello d' un contenitore capace di autoalimentarsi potenzialmente all'infinito.  Le reazioni sui social media non sono tardate ad arrivare. Si sono scatenate, alimentando anche agenzie di stampa e azioni di protesta. La più recente, è stata messa in campo da Forza Nuova che sotto l'abitazione del comico, ha sistemato uno striscione con un solo aggettivo: "Vigliacco".

Mussolini e Meloni

Molto più colorito il commento di Alessandra Mussolini. "Gene Gnocchi tu sei un verme – ha scritto l'europarlamentare sul proprio profilo Twitter –paragonare il maiale che gira per Roma alla Petacci è una merxxxta che solo uno strxxx come te poteva partorire". E' ricorsa invece a Facebook Giorgia Meloni. "Claretta Petacci è stata violentata e trucidata a soli 33 anni, senza avere alcuna colpa se non quella di amare un uomo – ha ricordato  Meloni – È una pagina triste della storia italiana. È vergognoso che qualcuno, pur di insultare me, arrivi ad accostare il suo nome a un maiale e ci rida su, magari sono gli stessi che si riempiono la bocca di contrasto dei femminicidi e della violenza politica".

Una battuta misogina

Tra le poche esponenti della sinistra ad intervenire sulla vicenda, si registra la voce di Maria Cecilia Guerra, capogruppo al Senato di Liberi e Uguali . "Voglio esprimere il mio dissenso verso la gag del comico Gene Gnocchi – ha premesso la parlamentare - "È vero che non ci possono essere limiti alla satira, ma allo stesso modo, in una dialettica democratica, deve essere lecito dire, a chi lo pensa come me, che si è trattato di una battuta misogina, violenta e macabra. Qui non e' questione di antifascismo ma di rispetto della umanitaà di una donna morta. Non è accettabile che si paragoni a un maiale nessuna donna, nè viva nè morta, nè amica nè nemica".

Satira vs degrado verbale

Tra i pochi a difendere l'intervento di Gene Gnocchi, c'è la blogger Selvaggia Lucarelli. "Se pensate che Gene Gnocchi abbia dato del maiale a Claretta Petacci – ha commentato Lucarelli, lanciando un articolo scritto sull'argomento per RollingStone – avete un problema". Di tutt'altro avviso invece è "il gabbiano" Fabio Rampelli. Il capogruppo di Fdi alla Camera, nello stigmatizzare "il degrado verbale che il dibattito politico e televisivo ha raggiunto " ha ricordato che  "per noi i maiali non sono persone, nemmeno avversari politici".   

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