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Il momento in cui Paolo Ferrara (m5s) accusa un malore, accasciandosi sullo scranno di De Vito che poco prima aveva provato ad occupare

Il momento in cui Paolo Ferrara (m5s) accusa un malore, accasciandosi sullo scranno di De Vito che poco prima aveva provato ad occupare

Maggioranza M5s in frantumi: sugli ambulanti l'aula vota contro Raggi. Bagarre tra grillini

Approvata una mozione presentata da De Vito. La maggioranza in Campidoglio si schiera contro il volere della sindaca Virginia Raggi

Virginia Raggi e la sua amministrazione applichino la legge nazionale prevista dal decreto rilancio e diano corso alla proroga per l'esercizio del commercio su aree pubbliche. La richiesta arriva formalmente dall'aula Giulio Cesare, dove ieri è stata approvata una mozione presentata dal presidente Marcello De Vito (m5s). Un voto contro gli indirizzi recentemente espressi dalla sindaca che ha detto stop alle proroghe, scatenando la furiosa protesta del settore. 

Perché gli ambulanti di Roma stanno protestando contro Virginia Raggi

La mozione di De Vito, al contrario, chiedeva alla giunta di non applicare la Bolkestein fino al 2032, prorogando cosi' la situazione attuale. La mozione è passata con i voti di tutte le opposizioni presenti in massa, più quello di De Vito. La maggioranza del M5s ha lasciato l'aula sperando di far cadere il numero legale, consapevole di non aver i numeri per opporsi all'approvazione. 

Una scelta giunta al culmine di una vera e propria bagarre. L'aula, dopo aver approvato il nuovo regolamento del verde (in seconda convocazione per le diverse cadute del numero legale, ieri) ha affrontato, e votato, la mozione di De Vito che chiedeva alla sindaca Raggi, "di applicare il decreto Rilancio in materia di concessioni di posteggio per l'esercizio del commercio su aree pubbliche". Un atto che, se approvato, avrebbe sconfessato la recente svolta targata Raggi sugli ambulanti, le cui licenze non sono state prorogate a seguito della richiesta di un parere all'Antitrust. Il documento recava le firme di Marcello De Vito, Andrea De Priamo, Stefano Fassina, Giulio Pelonzi, Svetlana Celli, Davide Bordoni e Maria Agnese Catini. "Il mio atto- aveva spiegato ieri proprio il primo firmatario, il presidente dell'Assemblea, Marcello De Vito- chiede all'Aula di riconoscere solo una legge italiana applicando quindi la direttiva Bolkestein fino al 2032. Un'occasione per ribadire ulteriormente la mia vicinanza all'intera categoria dei commercianti". 

Per impedire il voto il presidente del gruppo del M5s, Giuliano Pacetti, e il consigliere Paolo Ferrara, hanno occupato la postazione di De Vito annunciando l'occupazione dell'aula. De Vito ha tentato più volte di riprendere il controllo della situazione, tra urla e molta tensione. Sono volate parole grosse: Pacetti e lo stesso De Vito si sono sfiorati ripetutamente mentre il primo lo intimava a non toccarlo. Il capogruppo di Fdi, Andrea De Priamo, ha chiesto l'intervento dei vigili. Ferrara avrebbe avvertito un malore mentre lo stesso Pacetti, poi escluso dall'aula, si è rivolto in questi termini a De Vito che, intanto, aveva fatto procedere il segretario d'aula alla votazione nominale della mozione: "Non ti fai schifo da solo?". 

Bagarre in aula: guarda il video

Inutile il tentativo del M5s di lasciare l'aula sperando di far cadere il numero legale. La seduta di ieri infatti era in seconda convocazione, e dunque con un quorum più basso, per cui sono bastati i 17 voti delle minoranze per mandare sotto la maggioranza. Maggioranza che però, se si fosse presentata compatta e politicamente uniforme avrebbe retto l'onda d'urto. Compattezza che non c'è evidentemente stata, conclamando una volta di più la dissoluzione di un gruppo ormai fiaccato da liti intern. 

Pacetti è stato escluso e ora si attendono le decisioni in merito a quante sedute sarà costretto a saltare. Dura la presa di posizione del M5s Roma che attacca, con un post su facebook, Marcello De Vito: "Oggi il presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito, con un sotterfugio, ha atteso che tutti i nostri consiglieri lasciassero l'aula, perché di fatto la seduta era finita. Magicamente sono invece ricomparsi tutti i consiglieri di opposizione, come se qualcuno li avesse chiamati, e De Vito si è fatto approvare una mozione che va contro la linea del M5S e della sindaca. Siamo di fronte alle solite vecchie manovre di palazzo, a cui si presta un'opposizione senza idee.  Noi lavoriamo alla luce del sole e nell'interesse di tutti i cittadini, non per difendere gli interessi di pochi. Per questo siamo al fianco del nostro capogruppo, Giuliano Pacetti, che oggi ha difeso le prerogative della nostra maggioranza".

De Vito con un post su facebook, poi cancellato, ha scritto: "Ora si dia esecuzione alla mozione e si applichi la legge nazionale approvata dal Governo Conte e dal M5S in Parlamento, su cui allo stato non e' intervenuta alcuna declaratoria di illegittimita' da parte della Corte Costituzionale. Ps. Tutto il resto non rileva". Il primo commento è di Andrea Severini, marito della sindaca: "Che schifezza". Il post è stato poi cancellato.
 

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