Mafia Capitale, anche il Pd coinvolto nel Mondo di mezzo: terremoto in Campidoglio

Dopo l'iscrizione nel registro degli indagati l'assessore alla Casa Ozzimo e il presidente dell'Assemblea capitolina Coratti si sono dimessi

“Un quadro veramente imbarazzante”. Con queste parole il neo capogruppo del Pd e coordinatore della maggioranza in Campidoglio Fabrizio Panecaldo ha commentato lo scenario politico capitolino e regionale che esce a pezzi dalla maxi inchiesta 'Mondo di Mezzo' portata avanti dalla Procura di Roma in merito a un "sodalizio mafioso da anni radicato nella Capitale" con infiltrazioni nel tessuto imprenditoriale, poltico e istituzionale, "facente capo all'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati".

Un'inchiesta che potrebbe tradursi in un vero e proprio terremoto per il Campidoglio e per il governo della città. Perché se le indagini della Procura colpiscono i maniera bipartisan il mondo politico romano, a rimanere scossi sono anche Giunta e Assemblea Capitolina a maggioranza democratica. I primi effetti destabilizzanti si sono già verificati: l'assessore alla Casa Daniele Ozzimo e il Presidente dell'Aula Giulio Cesare Mirko Coratti, entrambi iscritti nel registro degli indagati, si sono dimessi. 

GLI INDAGATIQuaranta gli iscritti nel registro degli indagati a piede libero e sottoposti a perquisizione. Tra loro diversi esponenti politici seduti sugli scranni del consiglio comunale e regionale. Partiamo da destra. L'ex sindaco e consigliere Gianni Alemanno per associazione di tipo mafioso e corruzione aggravata; il capogruppo di Forza Italia in Campidoglio Giovanni Quarzo per associazione di tipo mafioso mentre in regione il consigliere Pdl Luca Gramazio indagato per associazione di tipo mafioso, corruzione aggravata e illecito finanziamento. Poi gli indagati nel Pd: il consigliere e presidente dell'Assemblea capitolina Mirko Coratti, per corruzione aggravata e illecito finanziamento. Insieme a lui anche Franco Figurelli, Capo Segreteria dell’Assemblea Capitolina per corruzione aggravata e illecito finanziamento. E ancora. Il consigliere regionale Eugenio Patané per turbativa d’asta e illecito finanziamento. E infine l'assessore alla Casa Daniele Ozzimo per corruzione aggravata.

I RAPPORTI - Al centro dei rapporti tra il 'sodalizio criminale' e gli amministratori pubblici  “interessi economici dell’associazione criminale in diversificati settori destinatari di appalti e finanziamenti del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate”. Si legge nella nota diffusa dai carabinieri: “In particolare sono stati documentati rapporti, tra gli altri, con: “L’ex Sindaco di Roma Alemanno Gianni ed il relativo capo della segreteria Lucarelli Antonio, nonché con l’allora consigliere comunale (attualmente consigliere regionale) Gramazio Luca e Scozzafava Angelo, già direttore del V° Dipartimento, Promozione Servizi Sociali del Comune di Roma, funzionali all’assegnazione di finanziamenti”. Continua la nota: “Coratti Mirko e Figurelli Franco, rispettivamente Presidente e Capo Segreteria dell’Assemblea Capitolina, interessati per l’aggiudicazione del bando di gara Ama riguardante la raccolta del multi materiale, nonché per sbloccare pagamenti sui servizi sociali forniti al Comune di Roma e, infine, pilotare la nomina del nuovo Direttore del V Dipartimento”. Infine anche in Consiglio Regionale dove “a seguito del mutamento degli equilibri, si registrano rapporti con alcuni esponenti dell’area di maggioranza. In questo senso, assume rilievo la figura di Eugenio Patanè,  attuale consigliere regionale (gruppo consiliare del Pd) nominato il 26.03.2013. In relazione a tale figura istituzionale, Buzzi (tra gli imprenditori legati a Carminati, ndr) a più riprese affermava di aver ricevuto imponenti richieste di denaro e di averne erogate in misura molto minore con riguardo alla gara Ama del 2013”.

LE DIMISSIONI Dopo l'iscrizione nel registro degli indagati, le dimissioni. Il primo a lasciare l'incarico è stato l'assessore alle Politiche Abitative Daniele Ozzimo: “Pur essendo totalmente estraneo allo spaccato inquietante che emerge dagli arresti effettuati stamattina, rimetto per senso di responsabilità e serietà il mio mandato”. Dopo circa un paio di ore lo segue Coratti: “Nel dichiararmi totalmente estraneo a quanto emerge in queste ore dalle indagini, per correttezza verso la città e verso l'amministrazione comunale ho deciso di dimettermi dall'incarico che mi onoro di servire”.

PANECALDO - “Non so se sia un terremoto sul Campidoglio ma chiaramente delinea un quadro veramente imbarazzante. Piena fiducia nell'operato della magistratura" le parole del capogruppo del Pd e coordinatore della maggioranza in Campidoglio, Fabrizio Panecaldo. "Certo, questa cosa la si vive male perché stavamo vivendo, dopo la conferenza programmatica del Pd, una fase di grande speranza, di entusiasmo. Questo non ci fermerà, andremo avanti a testa alta”.

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