Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Mafia Capitale, bufera sul Pd in Regione: si dimette il capogruppo Vincenzi per gli incontri con Buzzi

Vincenzi ha però smentito le ricostruzioni secondo le quali avrebbe favorito l'approvazione di una serie di emendamenti 'utili' alle cooperative di Buzzi. Una parte degli emendamenti invece, sempre secondo gli inquirenti, sarebbe stata favorita dal consigliere Gramazio

Non solo il Campidoglio. Le nubi di mafia capitale 2 sono sempre più fitte anche sopra il cielo della Regione Lazio. E i nuovi scenari che emergono dalle ricostruzioni del procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e l'aggiunto Michele Prestipino. Al centro dell'ultima polemica politica, che ha portato alle dimissioni del capogruppo del Partito Democratico in Regione Marco Vincenzi, ci sarebbe una ricostruzione degli inquirenti secondo cui l'approvazione di alcuni emendamenti, che avrebbero favorito le cooperative di Salvatore Buzzi, sarebbe stata favorita da alcuni esponenti regionali. Da una parte il capogruppo di Forza Italia Luca Gramazio, dall'altra spunta il nome di quello del Pd Marco Vincenzi. Il primo, ex consigliere comunale in quota Pdl, già comparso nelle carte dell'inchiesta 'Mondo di mezzo 1' è stato arrestato giovedì scorso, accusato dal gip di aver posto al servizio "dell’organizzazione le sue qualità istituzionali" e di aver svolto "una funzione di collegamento tra l’organizzazione la politica e le istituzioni". Il secondo, invece, che prima di diventare consigliere regionale è stato sindaco di Tivoli, non ha ricevuto alcun avviso di garanzia e non risulta nemmeno indagato. Quest'ultimo infatti, che proprio oggi ha rassegnato le dimissioni, ha smentito ogni ricostruzione. 

Secondo gli investigatori entrambi potrebbero aver avuto però un ruolo, ancora da verificare, nel favorire gli interessi delle cooperative legate a Salvatore Buzzi. Secondo le indagini, condotte dai carabinieri del Ros Lazio, al comando del colonnello Stefano Russo, Gramazio e Vincenzi avrebbero fatto in modo di far approvare “in favore dell'organizzazione” presunti emendamenti da 1 milione e 800 mila euro. In ballo, secondo le ricostruzioni, ci sarebbero finanziamenti destinati a un appalto a Ostia. 

Il nome di Vincenzi nell'ordinanza del Gip Flavia Costantini compare solo una volta. Il suo nome veniva citato, intercettato in una telefonata di Buzzi, insieme a quello di Gramazio. È il 26 settembre 2014. “Alle 9.37, all'interno dell'ufficio di via Pomona 63 veniva intercettato un dialogo a cui prendevano parte Salvatore Buzzi, Massimo Carminati. [….] Buzzi illustrava a Carminati 'gli emendamenti' che Testa avrebbe dovuto portare, in originale, in Regione, relativi ai nuovi finanziamenti che sarebbero stati ottenuto grazie all’intervento di Luca Gramazio (1,2 milioni, ndr) e Marco Vincenzi, capogruppo P.D. alla Regione Lazio (600.000,00 euro, ndr)”. 

Ma non solo intercettazioni. Gli investigatori del Ros avrebbero anche immortalato, con diverse fotografie, un incontro tra Buzzi e Vincenzi risalente al 12 settembre 2014. Secondo gli atti Buzzi in quell'occasione avrebbe consegnato a Vincenzi un foglietto bianco, estratto da un'agenda di colore rosso. L'ipotesi degli investigatori è che su quel foglietto potrebbero essere stati indicati gli emendamenti 'interessanti' per Buzzi. 

Il capogruppo del Pd smentisce ogni ricostruzione: "Non ho mai presentato in Consiglio regionale emendamenti per finanziare il comune di Roma o i suoi municipi. Non corrispondono nel modo più assoluto a verità e sono destituite di fondamento, quindi, le affermazioni di Salvatore Buzzi su un mio presunto interessamento per far ricevere al municipio di Ostia 600mila euro o qualsiasi altra cifra". Continua Vincenzi: "Di conseguenza, e lo sottolineo per evitare qualsiasi fraintendimento, non possono essere stati approvati in Consiglio regionale emendamenti del sottoscritto per elargire fondi ad Ostia, agli altri municipi della Capitale o al comune di Roma” dichiara in una nota il presidente del gruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio.
 
Vincenzi però ammette gli incontri con Buzzi e anche l'obiettivo. “Ho visto due volte Salvatore Buzzi su sua sollecitazione e nel corso degli incontri mi aveva chiesto di intercedere per far ottenere fondi ad Ostia. Una richiesta alla quale non ho dato alcun seguito. D’altra parte, anche il Ros dei carabinieri non ha trovato alcun riscontro alle affermazioni, false, di Salvatore Buzzi come è facile evincere dalle conclusioni dell’informativa dei militari dell’Arma che hanno scritto – cito testualmente – ‘Allo stato delle attuali conoscenze investigative, e dal contesto delle telefonate/dialoghi intercettati, non si è in grado di indicare se […] i 600mila euro da ottenere con l’aiuto di Marco Vincenzi siano stati finanziati da parte della Regione Lazio’. I carabinieri si limitano solo ad una presunzione che, lo ripeto ancora una volta, non ha alcun riscontro nella realtà dei fatti”. Per Vincenzi quindi, che si riserva "di tutelare nelle sedi competenti la mia immagine e onorabilità" le notizie in merito agli emendamenti sono "palesemente false". Vincenzi, che sottolinea di non aver ricevuto "alcun avviso di garanzia e ribadisco di essere assolutamente estraneo da qualsiasi responsabilità" rassegna le dimissioni da capogruppo "nell’interesse del gruppo Pd alla Regione". 

Attacca la capogruppo del Movimento cinque stelle del Lazio, Valentina Corrado: “Dopo quanto raccontato da Buzzi e riportato dai quotidiani si può affermare  serenamente che quella di domani sarà l’ultima seduta del Consiglio di questa legislatura. Non so come il PD potrà giustificare la foto pubblicata oggi da La Repubblica in cui si vede il capogruppo Vincenzi mentre riceve un foglietto da Buzzi che, secondo la ricostruzione della stampa basata sulle intercettazioni, dovrebbe essere legato ad un aumento dei finanziamenti alle Coop di Buzzi attraverso un emendamento” scrive nella nota. “Non so per quanto ancora Zingaretti, con Magrini arrestato e Venafro indagato, potrà continuare a recitare la parte della principessa imprigionata in una torre che non si accorge di tutto quello che accade nel castello” continua chiedendo le dimissioni di Zingaretti. 

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