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Lorenzin: "Ma quale leggera? Le droghe leggere non esistono"

Concluso il convegno a Villa Flaminia a Roma, il Ministro agli studenti: “Se credete in voi stessi potete realizzare qualsiasi cosa"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Roma 4 Marzo 2014 - Moderato da Paola Perego e alla presenza del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, si è svolto questa mattina a Roma, presso l'aula magna dell'Istituto Paritario Villa Flaminia La Salle, un incontro con gli studenti delle medie e del liceo sul delicato e purtroppo attuale argomento del consumo oltre il 20% delle droghe cosiddette "leggere" in aumento in Italia nella fascia di età tra i 14 e 19 anni.

A portare il loro contributo scientifico ed esperienziale all'incontro dal titolo provocatorio "Ma quale leggera?" ,organizzato dalla Preside Maria Chiara Sidori, sono stati chiamati il Neurologo Rosario Sorrentino, che collabora da anni con l'Istituto Villa Flaminia, e la Neuropsichiatra infantile Manuela Romagnoli.
Particolarmente apprezzato dai ragazzi l'intervento di apertura del Ministro Lorenzin che, con grande empatia e dopo aver invitato tutti a non considerarla nella sua "veste ufficiale", ha portato la sua personale esperienza: "Quando ero come voi a scuola girava di tutto, due miei compagni sono morti per overdose nei bagni della scuola ed è anche per questo che il tema mi è caro e me ne occupo da prima di diventare Ministro. Le sostanze psicotrope interagiscono con la formazione della vostra mente, impedendole di resistere alle prove della vita. Riducono la vostra capacità di reagire in modo giusto e consapevole agli stress che tutti prima o poi abbiamo nella vita. Ma nessuno ve ne parla perché veniamo da 30 anni di rockstar ed altri personaggi di successo che fanno uso di droga come momento di libertà intellettuale, di fantasia e creatività ma - sottolinea con forza il Ministro - nessuno vi racconta cosa succede nella testa. E poi non ci scordiamo il business da miliardi di euro che muovono le droghe:dalla cannabis alle pasticche al resto. Voi siete visti come mercato ed è anche per questo che, dovendo creare un meccanismo di dipendenza che ne favorisca il consumo, le droghe negli anni sono state modificate e potenziate diventando molto più pericolose. Bisogna avere paura delle droghe".

Il Ministro della Salute ha poi chiuso il suo intervento con un messaggio:"Se credete in voi stessi non avete limiti e potete realizzare qualsiasi cosa, l'unico limite che avete è la droga".

Momento centrale dell'incontro è stato l'intervento del Neurologo Rosario Sorrentino, che oltre a rispondere alle tante domande, ha portato alla giovane platea la propria esperienza scientifica e di terapeuta partendo da un concetto fondamentale: "Quando si parla di droga non ci deve essere demagogia, calcolo politico o ideologia: la droga leggera non esiste! Anche perché i dati di fatto parlano chiaro:lo spinello di trenta anni fa aveva un principio attivo, il THC, intorno al 5/7% del totale, oggi si arriva al 50%. In questo modo il principio attivo penetra nel cervello dal portone principale e attiva la produzione di dopamina, con sensazioni di benessere e gratificazione, inibendo i neuroni che producono invece la stessa sostanza a livello naturale. Dallo spinello all'attacco di panico, ad esempio, il passo è brevissimo e la cannabis tra 15 e 19 anni interviene a gamba tesa sullo sviluppo del vostro cervello. A questa età si è in un momento delicato della formazione della nostra psiche e l'uso di sostanze psicotrope può contribuire allo sviluppo di malattie psichiatriche, neurologiche, attacchi di panico, aumentato rischio di psicosi e cambiamento di personalità, disturbi cardiaci,difficoltà di memorizzazione, allungamento dei tempi reazione".

Da qui la proposta di Sorrentino subito raccolta dal Ministro Lorenzin: "Chiedo al Ministro di andare insieme in altre scuole per portare le nostre esperienze, raccontare e narrare alcuni degli aspetti scientifici legati al consumo di droghe. Voi giovani non avete modelli, mancano esempi positivi, avete la tecnologia, internet, ma siete sempre più soli, senza empatia. Dobbiamo contrastare la solitudine perché è nella solitudine che si possono prendere scelte sbagliate".

Proposta subito accolta con entusiasmo dalla Lorenzin che ha anzi aggiunto: "Verrò sicuramente e propongo di portare con noi anche alcuni giovani che hanno provato in prima persona i danni di cui abbiamo parlato questa mattina: sono convinta infatti che se questi messaggi arrivano da coetanei è più facile farli passare".

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