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Al Comune l'acqua del Sindaco: il M5s punta alla ripubblicizzazione di Acea

Votata l'apertura di un tavolo per ripubblicizzare Acea

Dal 1999 Acea è quotata in Borsa. Significa che da allora, l'azienda comunale elettricità ed acque, a dispetto del nome, non è più del Comune. Almeno non solo. Roma Capitale ne detiene la maggior parte delle quote (51%), ma ci sono anche azionisti privati come il gruppo Suez (23%) e quello Caltagirone (5%). 
La partecipazione dei privati è però  tornata ad essere oggetto di discussione. Da Roma a Torino, il Movimento Cinque Stelle si dichiara infatti interessato a riaprire la partita. In modo da riportare le lancette indietro nel tempo, fino a quando cioè l'azienda era soltanto pubblica.

L'apertura del Movimento 5 Stelle

Il 27 novembre, "col voto unanime della Conferenza dei Sindaci, è stata approvata l'apertura di un tavolo tecnico di studio per la ripubblicizzazione, luogo fondamentale per verificare tempi e costi per la trasformazione del gestore idrico locale in azienda speciale di diritto pubblico" scrive la deputata Federica Daga sul blog di Beppe Grillo. "Siamo determinati a raggiungere l'obiettivo comune nel più breve tempo possibile,- sottolinea la parlamentare pentastelata -  prendendo ad esempio le oltre 200 città europee che hanno deciso di invertire la rotta delle privatizzazioni riprendendo in mano la gestione del bene più prezioso".

L'acqua pubblica: la prima stella

La Conferenza dei sindaci cui si fa riferimento, è quella dell'Ato2, l'azienda che gestisce l'acqua di Roma e provincia. Riportarla nell'alveo del controllo pubblico è una richiesta che i comitati per l'acqua pubblica fanno dalla vittoria referendaria del 2011. Un'operazione complessa,  ma Roma Capitale si dichiara decisa a fare la propria parte. "L'acqua è un bene prezioso – ha ricordato su facebook la Sindaca Raggi - E' la nostra prima stella. E deve rimanere pubblica, così come hanno deciso i cittadini nel 2011". 

I nasoni tappati e gli utili dei privati

Una partita difficile, che il coordinamento romano Acqua Bene Comune dichiara di volersi giocare fino in fondo.  "C'è solo un epilogo possibile: l'uscita dei privati dall'acqua è necessaria, non solo fattibile" si legge in una nota del coordinamento che a supporto della propria tesi, cita la crisi idrica di quest'estate.  I nasoni chiusi, sono ancora negli occhi di moltissimi romani. Un'immagine indelebile ed ancora attuale che, ricorda il coordinamento Acqua Bene Comune, si realizza, "mentre l'acqua scorre a fiumi dalle perdite della rete Acea, e gli azionisti continuano a intascare dividendi".

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