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Politica Centro Storico / Via del Pellegrino

Luna park centro storico, dal municipio al comune tutti d'accordo: servono regole più stringenti per i B&B

Nanni: "Il centro sta diventando sempre più un albergo diffuso"

Decine di persone in fila, domenica mattina, in via del Pellegrino. Sono turisti che attendono di consumare la colazione al bar. “Le strutture ricettive dove alloggiano hanno siglato una convenzione con un bar della zona – ha spiegato il consigliere capitolino Dario Nanni – e’ una delle immagini che ci ricordano che, il centro storico, sta diventando sempre più un albergo diffuso e se non si trovano rimedi, finirà per svuotarsi, per essere abbandonato dai suoi residenti”.

Con il modello New York Roma perderebbe il 70% degli alloggi. La mappa

A chi serve il luna park centro storico

La “cartolina” che arriva da via del Pellegrino è una delle tante facce di un turismo che mira a brevi soggiorni e  che ha fatto dei rioni romani una sorta di “luna park”. Un luogo dove gli spazi della convivenza con gli abitanti si assottigliano. “L’ area di Roma interna alle mura aureliane è ormai diventata un grande parco turistico. I luoghi ne sono stati trasformati , soprattutto nel primo municipio. Le botteghe artigiane chiudono per far posto a banali vinerie, gli antiquari a via dei Coronari lasciano il posto a pizzerie al taglio, più utili ad un turismo mordi e fuggi” ha ricordato il professor Romano Benini, docente universitario esperto in politiche del lavoro

Dossier - A Roma il centro storico non esiste il più. Al suo posto un luna park

“Tutto questo a chi serve? Non ai romani, che stanno perdendo la loro città – ha sottolineato il professor Romano Benini – non serve al lavoro, perché questo turismo alimenta un lavoro povero che i romani non vogliono fare; non serve a creare valore perché i b&b sono rendite e non imprese; non serve ai giovani perché nessun giovane può permettersi di trasferirsi a Roma”.

Un fenomeno senza regole

Cosa fare quindi? L’assessorato al turismo di Roma Capitale ha più volte lamentato una situazione caratterizzata da una “completa deregulation”. Dello stesso avviso è il municipio I che con la sua presidente Lorenza Bonaccorsi è tornata a chiedere di porre un argine ad un fenomeno che rende sempre più difficile governare alcuni rioni del centro. Dove, ad esempio, i supermercati spariscono perché, la domanda, è più orientata verso prodotti da acquistare nei tanti minimarket. Una domanda che quindi non è quella delle famiglie che fanno la spesa settimanale, ma dei tanti turisti che cercano bevande e snack da sgranocchiare.

“Dobbiamo regolamentare le locazioni turistiche che oggi chiamiamo bnb – ha dichiarato, non per la prima volta, la minisindaca del municipio I – Serve una normativa nazionale – ha ribadito, in un appuntamento dedicato al tema “Roma come stai? –  che dia alle città e ai Municipi la capacità di regolamentare il fenomeno. È urgente, non possiamo più aspettare”.

Ci sono esempi da seguire? La normativa nazionale ancora non è stata adeguata. Se dovesse arrivare però a Roma il modello scelto da una metropoli come New York, la Capitale perderebbe il 70% degli alloggi presenti sulla piattaforma AirBnb. E’ la soluzione? Di certo l’amministrazione, cittadina ed ancora una volta quella municipale, stanno invocando più strumenti per salvare il centro dall’invasione di turisti. Una condizione, ha ricordato il consigliere Dario Nanni, su cui intervenire prima del prossimo evento giubilare. 

 
 

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