Politica Don Bosco / Via Lucio Sestio, 10

Lucha y Siesta resta sotto sgombero: all'Angelo Mai una serata a sostegno del centro antiviolenza

Il 13 novembre Lucha y Siesta rischia il distacco delle utenze. Protestano le attiviste: "Roma è pronta a rinunciare ad un presidio contro la violenza di genere. Invece ne servirebbero di più"

"La voglio bella". Hanno deciso d'intitolarla così la serata organizzata all'Angelo Mai il 7 novembre. Nei locali di viale delle Terme di Caracalla, Galeazzi, Mancusi e Zenia faranno un concerto folk a sostegno del centro antiviolenza del Quadraro.  Un appuntamento che è anche dedicato a tutte le Case delle Donne "perchè ogni spazio attraversato dalle lotte e dalle conquiste sia tutelato".

La raccolta fondi contro lo sgombero

I proventi dell'iniziativa, saranno devoluti alla centro antiviolenza di via Lucio Sestio 10. Lì è infatti presente l'ex stazione Cecafumo. Un immobile, di proprietà dell'Atac, che è stato inserito nel concordato preventivo e che quindi sarà messo all'asta. Una decisione che migliaia di persone stanno provando a contrastare, con mobilitazioni e raccolta fondi. Le attiviste di Lucha y Siesta infatti stanno provando a mettere insieme le risorse economiche per acquistare l'immobile. Un'impresa che potrebbe essere raggiunta anche grazie ad iniziative come quella organizzata nei locali di Angelo Mai.

La penuria dei centri antiviolenza

"La vicenda della casa delle donne Lucha y Siesta è quanto mai emblematica; Roma è disposta a perdere un presidio sociale e culturale contro la violenza di genere quando ne servirebbero di più e in ogni territorio,  disposta a perdere 14 posti di accoglienza quando 1 donna muore ogni 3 giorni nell'indifferenza delle istituzioni. Lucha y Siesta non deve chiudere" ricordano le attiviste che puntano a creare una massa critica per "fermiamo il distacco delle utenze previsto per il 13 novembre".

L'iniziativa del Campidoglio

L'amministrazione capitolina, intanto, fa sapere di aver "attivato una serie di misure finalizzate alla tutela delle donne in passato vittime di violenza e maltrattamenti che, insieme anche a figli minorenni, occupano l’immobile Atac in via Lucio Sestio". Il Campidoglio "si è attivato per individuare delle soluzioni alternative anche in interlocuzione con diverse realtà operanti sul territorio" fa sapere il Comune con una nota. Secondo fonti interne all'amministrazione grillina, la Sindaca "ha inviato a Valeria Valente, presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, gli atti relativi a queste soluzioni alternative. Resta la spada di Damocle del 13 novembre. Ma anche la solidarietà dei tanti cittadini e delle numerose realtà sociali che in questi mesi si sono mobilitati. Next stop Angelo Mai,. 

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