Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Cultura, la rivoluzione di Bergamo: meno fondi a Zètema, nasce il 'Polo del Contemporaneo'

Il vicesindaco ha illustrato ieri in commissione il suo piano per le istituzioni culturali romane: "La riorganizzazione non avrà conseguenze di tipo occupazionale"

Dal Palaexpo a Zetema, sfiorando (per adesso) l'Ara Pacis, dai teatri alle biblioteche fino alla Casa del jazz. Il vicesindaco con delega alla Cultura Luca Bergamo pensa a ridisegnare la galassia delle istituzioni culturali capitoline con l'obiettivo di eliminare il "fortissimo grado di confusione" che la contraddistingue. Un piano articolato in più punti che è stato presentato ieri dall'assessore alla commissione capitolina Cultura. 

PALAEXPO+MACRO POLO DEL CONTEMPORANEO - Un polo del contemporaneo per riunire i vari attori presenti oggi nella capitale: il Palazzo delle Esposizioni, il Macro di via Nizza e il Mattatoio. E ancora. "Il Maxxi e la rinnovata Galleria nazionale d'arte moderna". Ha spiegato Bergamo: "La scelta è di riconoscere nel Palaexpo uno strumento attraverso cui l'amministrazione è in grado di realizzare un intervento sistematico sul tema del contemporaneo o del futuro". Dunque, il Palazzo delle esposizioni avrà "responsabilità programmatoria e gestionale" anche sul Macro. Ma non solo, perchè "in prospettiva" potrebbe essere coinvolta anche l'area espositiva dell'Ara pacis: "Parliamo però di eventuale implicazione e in ogni caso si deve tenere conto che l'Ara pacis funziona anche così, senza considerare l'area espositiva". Obiettivo: fare in modo che "Roma riesca a farsi percepire come un luogo in cui l'arte contemporanea racconta una città proiettata nel futuro". 

LE BIBLIOTECHE - Uno dei 'pilastri' dell'operazione è la trasformazione del sistema biblioteche. Nei piani del vicensindaco devono diventare in grado di "creare prodotti fruibili diventando il luogo in cui i cittadini di tutti i territori entrano in contatto con le istituzioni centrali". 

ZETEMA - Zetema dovrebbe invece perdere le "attività di programmazione", alcune delle quali finiranno "in capo a Palaexpo". La società verrà però rafforzata, ha spiegato ancora Bergamo, "come attore specialistico e non più come operatore sostitutivo di funzioni di altri". Quindi, la siocietà non farà più programmazione diretta. 

CASA DEL JAZZ - Passerà dalla gestione del Palaexpo a Musica per Roma con l'intento di "creare sinergie possibili". Non diventerà una "ulteriore sala prove di Musica per Roma", assicura Bergamo rispondendo ai dubbi della consigliera dem Michela Di Biase. Anzi, l'idea è renderla un "polo nazionale di promozione del jazz e riuscire a svolgere lì attività di alta formazione sul jazz". Quindi, "non c'è da attendersi alcuna diminutio sulla Casa del jazz".

TEATRI - Altro elemento di riordino riguarda il sistema dei Teatri in Comune, Teatro di Roma e il Globe. La delibera vuole "ricondurre tutto in capo al Teatro di Roma che soffre debolezze strutturali riconoscendo però che le esperienze sul territorio godranno di autonomia". Insomma, il meccanismo non prevede la direzione artistica tutta sotto il Teatro di Roma, ma l'ente avrà la "responsabilità di assicurare un percorso amministrativo gestionale e creare un meccanismo sinergico". Si tratta di un "percorso ancora in corso". 

POSTI LAVORO "SALVI" - La riorganizzazione non avrà conseguenze di tipo occupazionale, assicura Bergamo. L'assessore ricorda la vicenda Scuderie del Quirinale, in cui "nel passaggio di proprietà non ci sono state crisi occupazionali". Allo stesso modo, "in questo provvedimento non ci sono effetti di carattere occupazionale". L'azione, semmai, sarà "con una redistribuzione delle risorse e delle competenze esistenti, con l'obiettivo di valorizzare le competenze che ci sono". I

INDICATORI DI EFFICACIA - Nella rivoluzione culturale a firma 5 Stelle sono previsti anche criteri di valutazione basati sull'efficacia delle istituzioni, e non solo di efficienza. "Chiediamo alle istituzioni culturali di Roma non solo efficienza economica, ma efficacia in termini di crescita culturale dei cittadini e della citta'", dice Bergamo. E annuncia: "Cominceremo a lavorare a breve, probabilmente con l'Ocse, alla definizione di indicatori di efficacia". 

CONTRATTI DI SERVIZIO - I contratti di servizio delle istituzioni culturali capitoline "verranno rimodulati" e rinnovati al 31 marzo. "Ci saranno un po' di risparmi su Zetema che ha un contratto di servizio molto grande" ma "non ci saranno effetti sul personale perché la gran parte dei servizi che si spostano sono servizi che Zetema acquista sul mercato". Per quanto riguarda Palazzo delle esposizioni e Teatro di Roma, che gestirà anche teatri in Comune, "certamente spostando certi costi da un posto a un altro, nel luogo in cui arrivano c'è un aumento. Al Palazzo delle esposizioni c'è un'operazione netta da fare di giro, c'è un'uscita della Casa del jazz e un'entrata che è Macro. Il teatro di Roma avrà un contributo più un contratto di servizio che al momento non c'è". 

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