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Bilanci Ama, prosciolto l'ex ad Lorenzo Bagnacani dall'accusa di falso in bilancio

I fatti risalgono agli anni dell'ex sindaca Virginia Raggi, oggi rinviata a giudizio per calunnia in relazione agli stessi fatti. Bagnacani: "Finalmente chiarezza su una vicenda controversa. Finisce un percorso sofferto"

Il giudice per l'udienza preliminare di Roma ha prosciolto dalla accusa di falso in bilancio l'ex amministratore delegato di Ama, Lorenzo Bagnacani e l'ex dirigente della municipalizzata, Emiliano Limiti. Cadute le accuse anche per l'ex direttore amministrazione e finanza, Andrea Zuccaroli e il dirigente della società di consulenza che effettuò la due diligence sul bilancio 2016 di Ama. Parliamo di fatti risalenti all'era Raggi. 

"Con oggi si conclude un sofferto percorso giudiziario che ha consentito di fare finalmente chiarezza sulla controversa vicenda dei bilanci Ama - commenta Bagnacani, difeso in giudizio dall'avvocata Elisabetta Gentile - e che finalmente permette di rivelare le reali responsabilità di chi, utilizzando 'la guerra dei bilanci di Ama' ha di fatto impedito la realizzazione di un piano industriale rivoluzionario elaborato dall'allora Cda Ama, un modello di economia circolare che avrebbe reso Roma autonoma nella gestione dei rifiuti. Tutto questo tempo sarebbe potuto e dovuto essere impiegato in modo più utile per la città e i cittadini". 

Nelle scorse settimane il gup della Capitale ha rinviato a giudizio l'ex sindaca Virginia Raggi per calunnia in relazione ad alcune affermazioni sull'ex amministratore delegato Bagnacani e sui bilanci della municipalizzata. Una seconda, e ultima, puntata che ancora resta in piedi. 

La storia

Nel 2018 Lorenzo Bagnacani, allora amministratore delegato di Ama, presentò un esposto in Procura nel quale accusava Roma Capitale (socio unico di Ama) di aver fatto "pressioni indebite" per approvare i conti della municipalizzata senza tenere conto dei 18 milioni di euro che quest'ultima vantava verso il Campidoglio, proventi dei servizi cimiteriali svolti. Il bilancio era stato approvato in consiglio d'amministrazione il 31 marzo 2017, ma successivamente una delibera di giunta comunale lo bocciò. Bagnacani accusò l'amministrazione Cinquestelle, tra le altre cose, di "irrituali richieste nei confronti del Cda sprovviste di adeguato supporto tecnico, probatorio e documentale" per "modificare il bilancio Ama al fine di stralciare il credito". Insomma, Raggi&Co. non volevano riconoscere il debito verso Ama, almeno così sosteneva Bagnacani. 

Raggi accusata di calunnia

L'accusa di aver commesso il reato di calunnia, per cui Raggi è stata rinviata a giudizio, è legato a una serie di dichiarazioni rilasciate ai magistrati che la sentirono come persona informata dei fatti sul caso Ama. L'ex sindaca, oggi consigliera d'opposizione per il M5S, accusò Bagnacani e l'allora assessora Pinuccia Montanari di averla minacciata: "Insieme a Lemmetti sostenevamo che c'era bisogno delle documentazioni che attestassero i crediti, altrimenti non si sarebbe potuto approvare il bilancio. Loro mi forzavano, mi minacciavano dicendo che se non avessi approvato il bilancio come volevano loro, sarei stata responsabile del fallimento dell'azienda". 

Con lei sono stati rinviati anche l'ex assessore al bilancio Gianni Lemmetti, Luigi Botteghi della Ragioneria Generale, Giuseppe Labarile, al tempo direttore delle Partecipate e l'ex direttore generale del Campidoglio Franco Giampaoletti. Per loro l'accusa è di tentata concussione in concorso.

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