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Ama, prima vittoria sul lodo da 900 milioni di euro: "Non deve nulla al Colari"

Lo comunica l'azienda capitolina. Si tratta del parere contenuto nella relazione del consulente tecnico nominato dal Collegio Arbitrale: "Nessun danno"

L'Ama non deve nemmeno un euro al Colari in merito al cosiddetto 'secondo lodo'. È quel che ha stabilito il professore Enrico Laghi, Consulente Tecnico Unico nominato dal Collegio Arbitrale. Un esito non da poco, anche se non ancora definitivo. La controversia infatti pesa ben 900 milioni di euro di rimborsi tanto che martedì il presidente Daniele Fortini aveva lanciato l'allarme sui conti pubblici della Capitale: “Se perdiamo Roma rischia il fallimento” aveva denunciato senza mezzi termini. Invece il consulente ha dato ragione a Ama e ha evidenziato come non sia possibile individuare alcun danno che l'azienda debba risarcire al Colari di Cerroni. Adesso il Collegio Arbitrale, già diviso al suo interno da pareri contrapposti, ha tempo fino al 30 aprile prossimo per esprimere le conclusioni del proprio mandato.“La verità comincia ad affermarsi. Quella di oggi è un’ottima notizia per l’azienda e per la città di Roma. Un esperto del calibro del professor Laghi dà totale ragione ad Ama ed ora il Collegio Arbitrale ha la strada spianata per concludere il lodo con una sentenza di verità: Ama non deve neanche un centesimo a Cerroni” il commento di Fortini. “Auspico saggezza nel Collegio Arbitrale anche se sappiamo che il confronto con Colari sarà ancora duro e difficile”.

FORTINI - Ama ha all'attivo anche un altro 'lodo' da 78 milioni di euro, in merito alla gestione post-mortem della discarica di Malagrotta, con la società che per anni ha gestito la discarica di Malagrotta. In questo caso, dopo una sentenza di condanna a suo sfavore, l'azienda capitolina ha fatto ricorso in Cassazione. “Riteniamo, al contrario, che sia il gruppo Colari a dover restituire 42 milioni di euro alla città di Roma. Ringrazio l’avvocato Gianluigi Pellegrino ed i nostri esperti dottor Giovanni Pizzolla e dottoressa Paola Muraro per l’ottimo lavoro svolto in difesa di Ama. Rilevo infine l’importanza dell’azione della Magistratura anche in questa vicenda”.

CERRONI - “Qui si fa una grande confusione ed è bene essere chiari" ha affermato il proprietario del Consorzio Colari, Manlio Cerroni, all'agenzia Dire. L'arbitrato è stato richiesto perché l'Ama in sede di consiglio di amministrazione nel settembre 2012, inopinatamente su sollecitazione del sindaco Alemanno, non ha formalizzato il contratto decennale di gestione predisposto dai rispettivi uffici tecnico-amministrativi durato 5 mesi per gestire nella Città delle Industrie Ambientali di Malagrotta, realizzata con risorse private ingenti, le 467.000 tonnellate/anno, come programmate nel Piano di Gestione dei Rifiuti approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 14 del 18/1/2012 a pag. 98, a condizioni economiche particolarmente vantaggiose per l'Ama come i fatti e i costi successivi hanno dimostrato e stanno dimostrando".

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