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Sanità, la denuncia dei sindacati: "La Asl Roma1 esternalizza lo smaltimento delle liste di attesa ai privati"

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Roma e Lazio: "Dal 31 luglio ogni venerdì gli interventi protesici di anca e ginocchio programmati nelle liste di attesa dell’ospedale Santo Spirito e del San Filippo Neri, si svolgono in convenzione"

E' scattata la denuncia dei sindacati contro la decisione della Asl Roma 1 di smaltire le liste d'attesa delle prestazioni ortopediche alla sanità privata. Secondo quanto denunciano in una nota Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, "dal 31 luglio, ogni venerdì gli interventi protesici di anca e ginocchio programmati nelle liste di attesa dell’ospedale Santo Spirito e del San Filippo Neri, si svolgono in convenzione all’interno di una struttura privata, con medici della Asl e personale infermieristico e di assistenza del privato", spiegano Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali delle tre organizzazioni sindacali. Una decisione, aggiungono, "in aperto contrasto con le disposizioni del ‘decreto agosto’ che impone lo smaltimento degli interventi arretrati all’interno delle aziende pubbliche e incentiva allo scopo le prestazioni aggiuntive del personale".

Va specificato che durante la quarantena le visite ambulatoriali sono state quasi tutte congelate. Una decisione che secondo una denuncia avanzata a inizio giugno dall'Ordine dei medici di Roma ha fatto accumulare circa un milione di visite. 
La decisione della Asl Roma 1 di smaltire le prestazioni ortopediche ricorrendo al sostegno della sanità privata è però finita nel mirino dei sindacati e si è incrociata anche con la battaglia per il rinnovo del contratto del comparto. “La conseguenza è una palese violazione della legge e l’ennesimo regalo agli imprenditori privati, gli stessi che da 14 anni non rinnovano i contratti dei lavoratori e che in questo modo incassano per intero i Drg, cioè le tariffe correlate alle prestazioni”, rimarcano i sindacalisti. Mentre i dipendenti della Roma 1 perdono gli incentivi, i lavoratori del privato vedono crescere i carichi di lavoro ma non le retribuzioni. E per di più i contribuenti si trovano a pagare due volte la stessa prestazione”.

Poi aggiungono: "Di fronte alle risorse aggiuntive messe a disposizione dal governo per la fase post-Covid, la direzione della Roma 1 non ha trovato niente di meglio da fare che riesumare le famigerate ‘convenzioni’ con pagamento a piè di lista. Cioè quel modello vecchio, inefficiente e sprecone che la Regione Lazio si vanta di aver eliminato. Ci chiediamo se davvero la Regione abbia autorizzato tutto questo".
 

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