Siccità, la Regione vieta i prelievi dal lago di Bracciano. Acea: "Acqua razionata per i romani"

Decisione della regione Lazio. Dura nota di Acea: "Una decisione unilaterale e illegittima, che comporterà una serie di importanti e gravi conseguenze per i cittadini di Roma"

Nel giro di una settimana un milione e mezzo di romani potrebbe ritrovarsi ad avere a che fare con razionamenti all'erogazione dell'acqua. E' l'effetto, paventato da Acea, della decisione della Regione Lazio che ieri, con due atti amministrativi, ha determinato la sospensione del prelievo dell’acqua dal lago di Bracciano. Una decisione annunciata, ma che ieri per dimensioni e portata, è arrivata un po' a sorpresa. 

Le captazioni di Acea dal lago di Bracciano

Un passo indietro. Nel 1990 fu firmata una convenzione che permetteva ad Acea di prelevare acqua dal lago di Bracciano. Nel documento è riportata l'autorizzazione di prelevare una quantità minima di acqua fissata in 1.100 l/s fino a un massimo “in casi eccezionali” di 5.000 l/s ma “assicurandosi in tali casi, il mantenimento delle escursioni del livello del lago nell’ambito di quelle naturali”. L'accusa, da più parti, è quella di non rispettare queste quote, con inevitabili ripercussioni per il livello del bacino lacustre. Il combinato tra le scarse piogge e l'emergenza idrica ha acceso i riflettori sul lago che nel frattempo, giorno dopo giorno, si abbassa a ritmi di un centimetro al giorno.

Da qui un piano straordinario, con Acea impegnata a limitare i prelievi, ma costretta comunque a procedere per le difficoltà delle altre fonti. Così a fine maggio fu così quantificato il prelievo:giugno 1600 l/s, luglio 1800 l/s, agosto 800/l/s, settembre 1600 l/s. Numeri e limitazioniritenuti non sufficienti a salvare il lago. 

L'intervento della Regione

Così la Regione Lazio ha deciso di intervenire d'imperio. "La scelta", spiega La Pisana, "è scaturita da diversi elementi. Innanzitutto, dal consolidarsi delle condizioni di deperimento del lago e, quindi, per determinare l’avvio di un’azione di salvaguardia relativa agli aspetti ambientali-naturalistici del bacino, con l’obiettivo di recuperare per quanto possibile la sua naturale integrità ecologica. Il decremento negativo del lago è stato dovuto essenzialmente a due fattori: al prelievo per l’approvvigionamento idropotabile e all’evaporazione, particolarmente intensa in relazione alle alte temperature, e aggravata dalla perdurante assenza di precipitazioni nei mesi scorsi".

A firmare l'ordinanza il Direttore regionale delle Risorse idriche. Azzerato ogni prelievo da Bracciano entro e non oltre le ore 24 del giorno 28 luglio prossimo. Al contempo, l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative ed Enti locali, Fabio Refrigeri, ha firmato una missiva indirizzata alla Città metropolitana di Roma Capitale, affinché disponga quanto necessario per intimare, entro gli stessi tempi previsti dall’ordinanza, lo stop ai restanti impianti e dispositivi di captazione, pubblici e privati, che insistono sul Lago di Bracciano.

Acea: "Gravi conseguenze per i cittadini di Roma"

Il fulmine a ciel sereno giunge ad Acea in serata. L'azienda così disegna il quadro dei prossimi giorni: "Acea prende atto e si adegua all'ordinanza adottata oggi dalla Regione Lazio circa la sospensione, nell'arco di una settimana, della captazione dal lago di Bracciano. Una decisione unilaterale e illegittima, che comporterà una serie di importanti e gravi conseguenze per i cittadini di Roma. La drastica riduzione dell'afflusso di acqua alla rete idrica della Capitale ci costringerà, infatti, a mettere in atto una rigida turnazione nella fornitura che riguarderà circa 1.500.000 romani. Acea, comunque, si impegna sin d'ora ad elaborare un piano dettagliato di emergenza che, non appena pronto, sarà messo a disposizione e comunicato capillarmente alla cittadinanza. Il Gruppo altresì è tutelerà in ogni sede non solo le proprie ragioni, ma anche gli interessi di tutta la sua utenza". 

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