Licenziamenti Multiservizi, in Regione si tratta sugli ammortizzatori: ma il Campidoglio è contrario

Giovedì nuovo incontro in Regione. L'assessore capitolino Gennaro: "Accettino la mia proposta"

Una protesta dei lavoratori in Campidoglio (ANSA/ANGELO CARCONI)

Si è trascinato fino a sera l'incontro di ieri in Regione sulla procedura di licenziamento per 30 dipendenti della sede di Roma Multiservizi, su 65 totali. Fallito l'accordo tra la municipalizzata controllata dall'Ama e i sindacati, il tentativo di scongiurare i licenziamenti è passato all'assessorato regionale al Lavoro ormai dall'11 gennaio. Ora la trattativa è agli sgoccioli: le parti si incontreranno nuovamente domani presso la sede aziendale di via Tiburtina nel tentativo di raggiungere un'intesa, poi di nuovo in Regione il giorno seguente, l'8 febbraio. 

Sul tavolo c'è la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Per i 30 lavoratori che rischiano di perdere il posto si potrebbero aprire le porte del 'Fis', il Fondo di integrazione salariale. Oppure, al vaglio, c'è anche la strada del contratto di solidarietà che spalmerebbe la 'crisi' aziendale su tutti i dipendenti 'amministrativi' della società capitolina di secondo livello, con l'astensione a turno dal lavoro per un periodo di tempo che potrebbe durare da 6 mesi a un anno. 

Un periodo di tempo durante il quale lo scenario in cui opera Roma Multiservizi potrebbe mutare radicalmente. Da una parte c'è la gara a doppio oggetto che, dopo la bocciatura dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato, è stata annullata. Il Campidoglio è al lavoro per pubblicarne un'altra, con l'obiettivo di selezionare un nuovo operatore privato per la creazione della nuova società mista e contestualmente assegnare una serie di servizi oggi in capo a Multiservizi. Dall'altra c'è la decisione del Consiglio di amministrazione della società dello scorso 19 gennaio che prevede la cessione con valorizzazione della quota pubblica della società entro il 30 settembre del 2018. 

Il ricorso agli ammortizzatori sociali in discussione in Regione, non vede d'accordo il Campidoglio che anche ieri, mentre in Regione proseguiva la trattativa, ha diramato una nota ribadendo la sua posizione in merito. "Abbiamo offerto un cambio di mansione, da amministrativi ad operativi sul territorio, mantenendo lo stesso livello salariale e il posto di lavoro all’interno dell’azienda" le parole dell'assessore alle Partecipate, Alessandro Gennaro. "La possibilità di ricorrere ad altri strumenti è sempre stata ritenuta dalla nostra Amministrazione la soluzione che meno salvaguardia i dipendenti stessi, perché rinvia nel tempo il problema anziché affrontarlo". 

Un'intesa con i lavoratori in merito, però, è già fallita. Venerdì l'incontro presso gli uffici di via della Greca tra l'assessore Gennaro, il direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, e i sindacati è terminato con un nulla di fatto tra le polemiche dei lavoratori che si sono incatenati per protesta. Per i dipendenti la proposta del Comune rappresenta un "demansionamento certo e per sempre" a fronte di un ricorso agli ammortizzatori sociali che permetterebbe di prendere tempo in un contesto incerto come quello che sta attraversando Roma Multiservizi. Anche la promessa di Gennaro di mantenere intatti i livelli salariali, garantita in ogni caso dalle leggi in merito, preoccupa i lavoratori che temono disuguaglianze marcate di stipendio tra lavoratori addetti alle stesse mansioni. 

Ieri mattina l'ennesima protesta dei lavoratori. Alcuni di loro si sono arrampicati sul terrazzo in cima alla sede dell'azienda in via Tiburtina. Uno dei tre grossi striscioni calati dall'alto riportava questa scritta: 'Raggi-rati'. Il riferimento è al cambio di rotta della Giunta a Cinque Stelle in merito alla possibilità di convogliare buona parte dei servizi oggi appaltati a Multiservizi, tra cui il global service nelle scuole e la manutenzione del verde, in una società di primo livello. La strada intrapresa dal Campidoglio è invece quella della gara a doppio oggetto, osteggiata dai lavoratori. 

Anche in merito alla procedura di licenziamento in corso, i lavoratori avrebbero preferito il ricorso alla 'Legge Madia' per essere ricollocati in altre aziende capitoline, così come contemplato nell'accordo firmato con i sindacati 27 settembre scorso. Non aiutano a riportare la 'pace' nemmeno gli interventi mezzo stampa di Gennaro: "Stigmatizziamo il comportamento dell'assessore che, a trattativa in corso, lancia comunicati stampa con proposte che abbiamo già rigettato" il commento dei lavoratori contattati da Romatoday.

"Ormai quanto affermano gli assessori della Giunta a Cinque Stelle lascia il tempo che trova" il commento di Serenetta Monti, sindacalista dell'Usi. "Fino ad oggi sono riusciti a dire tutto e il contrario di tutto".  

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Critica anche l'opposizione in Campidoglio. "Abbiamo cercato con interrogazioni e mozioni di scongiurare tutto questo, ma la maggioranza è andata avanti da sola sulla sua strada senza ascoltare nessuno" scrive in una nota la consigliera capitolina del Pd, Valeria Baglio. "L'internalizzazione che promettevano perché non viene messa in pratica oggi che sono al governo?". Sulla stessa linea anche il capogruppo di Forza Italia, Davide Bordoni: "Dove sono finite le promesse della Raggi, fatte ai lavoratori mentre protestava con loro e prometteva di tutto, una volta diventata Sindaco? Come mai si sta procedendo ai licenziamenti?". 

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