Leroy Merlin, Cerquoni-Rocca: "No alle case ai rom"

"A quanto pare la folle idea del progetto a La Barbuta targato Campidoglio- Leroy Merlin va avanti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

A quanto pare la folle idea del progetto a La Barbuta targato Campidoglio- Leroy Merlin va avanti. La società francese ha proposto la realizzazione a proprie spese di un nuovo villaggio attrezzato per circa 200 famiglie che oggi abitano nel campo rom de La Barbuta. Ovviamente non lo fa per beneficenza poiché il progetto sarebbe finanziato con gli oneri concessori che la società deve pagare a Roma Capitale per la concessione di un terreno comunale sul quale vorrebbero costruire il nuovo centro commerciale. Altro particolare è che l'area interessata dovrebbe essere oggetto di una variante urbanistica per consentire tutto questo, poiché non è edificabile e qui spiegata la magnanimità di Leroy Merlin.

Dichiarano Flavia Cerquoni consigliere del Municipio VII FDI-AN e Federico Rocca responsabile enti locali FDI-AN.

Il progetto, presentato il 27 gennaio 2014, prevede la divisione del terreno in due parti: circa 217.000 mq da destinare alla realizzazione delle attività commerciali, i restanti 57.000 mq andrebbero per l'insediamento di 400 rom. 35mila di questi saranno utilizzati per realizzare le abitazioni, 1.180 mq per la realizzazione di un centro per la formazione ambientale e altri 5.603 mq per creare un centro per il recupero e il riciclo dei rifiuti, oltre a spazi verdi e parcheggi.

Riteniamo questa proposta inaccettabile, soprattutto se consideriamo le criticità che insistono su quel quadrante della città. Gli 11,2 milioni previsti per la realizzazione del nuovo campo non solo appaiono eccessivi ma fanno gridare allo scandalo, poiché è inammissibile che a fronte di una concessione da parte del Comune di un terreno di sua proprietà e di una variante urbanistica, i benefici che ne ricavano i romani sono delle case per i rom.

Quei soldi, semmai il progetto si farà, devono essere utilizzati per migliorare il territorio già carente di asili, scuole, condutture fognarie e di punti di aggregazione per i giovani. Inoltre - proseguono Cerquoni e Rocca - in via ufficiosa, durante il sopralluogo effettuato dalla commissione politiche sociali del Municipio presso il campo de La Barbuta, è emerso che Leroy Merlin stanzierebbe ulteriori 500 mila euro all'anno per 15 anni da destinare a due associazioni, immaginiamo saranno le solite note, per la gestione del nuovo insediamento.

Quindi agli 11 mln per la realizzazione se ne aggiungono quasi 20 milioni per la gestione, peraltro, con affidamento diretto e dubitiamo che ciò sia fattibile. Totale 31 mln di euro per un'opera che non porterebbe nessun beneficio ai cittadini romani ma che aumenterebbe in modo esponenziale i problemi d'integrazione e convivenza con gli abitanti delle zone limitrofe. Chi lo dirà ai romani che non possiedono una casa, a coloro che da anni sono in emergenza abitativa o che attendono un alloggio popolare che con 31 mln Marino, il PD e SEL ci costruiranno le case per i rom?

Noi proponiamo di utilizzare quei fondi per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, per la creazione di nuovi alloggi popolari destinati a smaltire le lunghe liste di attesa, nonché per creare strutture al fine di aumentare i servizi per i cittadini residenti, pertanto, qualsiasi approvazione del progetto deve essere vincolata a questo.

Non è colpa dei romani se Leroy Merlin ha deciso di costruire il suo business su un'area dove c'è il campo nomadi. In caso contrario ci opporremo fermamente al progetto in tutte le sue parti - concludono Cerquoni e Rocca - e al nostro fianco ci saranno migliaia di romani che a oggi sono ancora ignari di quanto si sta decidendo in Campidoglio sulle loro teste, ma ben presto dovranno gettare la maschera e allora vedremo quanti applausi ci saranno per Marino e company.

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