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Il Lazio approva la nuova legge contro la violenza sulle donne

Un milione di euro per "diversificare i servizi e rafforzare le strutture". La presentazione in Giunta. Tra le novità la particolare attenzione prestata a chi compie le aggressioni

Un milione di euro per "diversificare i servizi e rafforzare le strutture sul territorio" dice il Consigliere Simone Lupi.  È questo l’obiettivo della nuova legge contro la violenza sulle donne, presentata nella sede della Giunta regionale. Il primo passo è stato un censimento delle strutture anti-violenza già attive nel Lazio, che ha permesso alla Giunta di finanziare i ventidue organismi individuati. Si tratta di cinque centri con servizi di consulenza e accoglienza, sette case rifugio a indirizzo segreto e dieci sportelli dedicati alle attività di informazioni e smistamento verso i centri.

LE NOVITA’ - Sebbene distribuita su tutto il territorio, “allo stato attuale questa rete di strutture non è sufficiente" sottolinea l'Assessore Rita Visini. La legge perciò introduce nuove tipologie di servizi, tra cui le case di semi-autonomia. Queste strutture di secondo livello sono pensate per quelle donne che, pur non essendo in pericolo, non hanno raggiunto una piena autonomia al momento dell’uscita dal centro. Parte delle sedi necessarie a queste nuove strutture proverrà dal patrimonio della Regione, che deve individuare alcuni immobili da concedere in comodato d’uso. Per una riabilitazione completa e definitiva, le vittime di violenza possono inoltre fare affidamento su una serie d’interventi, volti al sostentamento economico e psicologico. In più nei processi contro le violenze, le donne avranno al fianco le istituzioni. Da adesso infatti la Regione può costituirsi parte civile e reinserire il denaro ricavato nel circuito dei servizi anti-violenza.

RIEDUCAZIONE - Tra le novità di questa legge c’è anche la particolare attenzione prestata a chi compie le aggressioni. “È importante infatti rendersi conto che chi fa violenza ha qualche problema ed è spinto da qualcosa che non è normale" commenta la direttrice del Centro Karibù di Latina. Fanno parte perciò della norma progetti di recupero e rieducazione, da attuare con l’assistenza di psicologi e sociologi che dovranno aiutare i soggetti violenti a non ricadere nella tentazione di commettere il crimine.

COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA’ – Per coordinare gli interventi, la legge istituisce la ‘Cabina di regia’ che "ha il compito di interagire con tutti gli assessorati in modo da trovare soluzioni univoche", sottolinea l’Assessore Concettina Ciminiello. L’obiettivo è creare una rete regionale anti-violenza in cui devono rientrare istituzioni, enti pubblici e privati. Un ruolo fondamentale in questo sistema spetta poi alle associazioni che "dovranno essere coinvolte e fare da controllori delle istituzioni" dice l’avvocato Bonafoni.

MONITORAGGIO – L’’Osservatorio regionale’ è invece pensato nell’ottica dell’analisi e del monitoraggio dei dati, oltre che della promozione di indagini e studi specifici, utili a comprendere meglio il fenomeno. Compito di questa struttura è anche la diffusione di una cultura delle pari opportunità e del rispetto.

LEGGE SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE - La legge contro la violenza sulle donne nasce come testo unico, volto alla semplificazione e al riordino di tutte le disposizioni precedenti. Le nuove norme derivano da una situazione d'emergenza. Nel 2013, infatti, c'è stato un incremento dei femminicidi rispetto agli anni precedenti e sono state 134 le donne vittime della violenza. Circa dieci in più del 2012. Tuttavia la legge non è un piano di emergenza, ma punta a una pianificazione triennale che deriva in parte dal nuovo approccio con cui si è scelto di affrontare la violenza. La Regione tratta la questione da un punto di vista preventivo, per sradicare il problema dall'origine. La violenza sulle donne è vista come un problema culturale perché, sottolinea la Ciminiello, "ha ripercussioni sull’intera società, oltre che sull'individuo”.

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