Rifiuti, il Governo in aiuto di Marino: una legge per requisire impianti di Cerroni

Il ministro all'Ambiente Galletti sta lavorando alla modifica del codice dell'Ambiente per permettere di affidare temporaneamente le strutture ad un altro gestore

Una modifica al codice dell'Ambiente per permettere al sindaco Marino di requisire gli impianti di trattamento rifiuti di Manlio Cerroni. Secondo quanto si apprende sarebbe questa l'ipotesi che il ministero dell'Ambiente sta valutando per superare le difficoltà della capitale a smaltire la propria immondizia. Al centro delle preoccupazioni ci sono i due Tmb (impianti di Trattamento meccanico biologico) di Malagrotta e il tritovagliatore di Rocca Cencia, tutti di proprietà di Cerroni e raggiunti dall'interdittiva antimafia emessa a febbraio dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Fino al 21 maggio quelle strutture potranno funzionare grazie a un'ordinanza del primo cittadino di Roma. Ma l'ordinanza non può essere prorogata motivo per cui Marino le scorse settimane aveva lanciato l'allarme.

La modifica dovrebbe essere apportata all'articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006, il cosiddetto codice dell'Ambiente. In virtù di questo articolo già adesso i governatori, i presidenti della Province e i sindaci "qualora si verifichino situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell'ambiente, e non si possa altrimenti provvedere, possono emettere ordinanze contingibili e urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente".

Questi provvedimenti "hanno efficacia per un periodo non superiore a sei mesi" e non possono essere reiterati per più di due volte. Con la modifica a questi poteri verrà aggiunto quello di requisizione.  La novità sarà contenuta in un decreto legge del ministro Gian Luca Galletti, attualmente al vaglio del dipartimento affari giuridici di Palazzo Chigi, di più ampia portata, che riguarderà settori diversi come la difesa del suolo, le aree protette e la valutazione di impatto ambientale e che potrebbe essere approvato già nel prossimo Consiglio dei ministri.

Se la norma passasse, il governatore Zingaretti o il sindaco Ignazio Marino potrebbero requisire i tre impianti in questione e affidarli a un soggetto, come per esempio Ama, che a quel punto dovrebbe pagare la gestione, stipendi ai dipendenti e manutenzione, e l'indennizzo ai titolari per l'uso, magari accantonando queste somme su un conto 'blindato' in attesa che la giustizia faccia il suo corso. Sul futuro dei rifiuti romani però pesa un'altra incognita. Martedì prossimo infatti il Tar si esprimerà sulla sospensiva richiesta da Colari sia sull'interdittiva del prefetto Pecoraro che sull'ordinanza di Marino.

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