Acqua pubblica e partecipata: la Regione Lazio vara la nuova legge

Si tratta di norme di iniziativa referendaria, proposte da 39 Comuni del Lazio, primo fra tutti Corchiano, e sottoscritte da 40mila cittadini

L'acqua nel Lazio deve essere pubblica e partecipata. Da oggi per quest'indirizzo c'è una certezza in più. Il consiglio regionale del Lazio ha infatti approvato all'unanimità la nuova legge. Si tratta di norme di iniziativa referendaria, proposte da 39 Comuni del Lazio, primo fra tutti Corchiano, e sottoscritte da 40mila cittadini.

La legge stabilisce che "l'acqua è un bene naturale e un diritto umano universale". Un principio che recepisce lo spirito dei referendum nazionale del 2011 e dal quale deriva che "tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili". La gestione del servizio idrico integrato "deve essere svolta senza finalita' lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalita' di carattere sociale e ambientale". Aboliti gli Ato. La gestione dell'acqua avverò nel bacino idrografico.

La gestione dovrà avvenire in base a un preciso bilancio idrico che dovrà assicurare "l'equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico" e dovrà essere aggiornato con cadenza almeno quinquennale. Ogni anno le autorità di bacino dovranno predisporre "un report sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione".

Devid Porrello, che ha annunciato il voto favorevole del M5S, ha parlato di legge che "porta con sè uno spirito diverso rispetto a come è stata gestita l'acqua fino ad oggi. Non nascondo però il mio rammarico per la bocciatura dell'emendamento che regolava la gestione della fase transitoria. Ora bisogna marciare dritti verso la ripubblicizzazione dell'acqua".

D'accordo anche Gino De Paolis (Sel): "Pensavo che potessimo avere la maturità di tutelare tutti i cittadini del Lazio. Così non è stato. Ma sono convinto che comunque tutti i Comuni avranno la libertà di gestire l'acqua pubblica. Questa è una legge rivoluzionaria".

Voto favorevole anche da Giuseppe Cangemi (Ncd), Giuseppe Simeone(Pdl-FI) e Giancarlo Righini (FdI): "Con questa legge apriamo un varco in quella cortina che da anni affligge la gestione dell'acqua in tutta Italia. In alcune zone della nostra Regione il servizio è stato pessimo, da oggi ci dovrà essere un atteggiamento differente".

Fabrizio Santori (Gruppo Misto) ha ricordato la "forte pressione dei cittadini. Il nostro lavoro deve andare sempre più nella direzione dell'ascolto del territorio. La gestione dell'acqua è questione delicatissima, basta pensare alla vicenda dell'inquinamento da arsenico negli acquedotti di proprietà regionale".

Riccardo Valentini (Per il Lazio) ha parlato di "legge all'avanguardia che apre prospettive nuove nella gestione del territorio. Non basta pero' questa legge, bisogna ancora lavorare molto per tutelare l'acqua". Marco Vincenzi (Pd) ha parlato di "elemento di novita' assoluta: il Consiglio regionale approva una proposta di iniziativa popolare. Un valore aggiunto per una legge che ci fa fare un notevole passo in avanti sul la gestione dell'acqua nel nostro territorio".

Così Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio: "L’approvazione all’unanimità della legge in Consiglio regionale sull’acqua rappresenta un grande successo, la vittoria di cittadini e istituzioni che hanno combattuto insieme perché l’acqua restasse un bene di tutti. Questa legge è in linea con l’esito referendario e riconosce la tutela pubblica su un bene comune, scarso e limitato, come l’acqua. Il testo approvato rappresenta un primo, ma fondamentale passo di un iter, più lungo e complesso, che porterà alla riforma di tutta la materia. Ringrazio, infine, maggioranza e opposizione che ancora una volta  hanno dato prova di compattezza e responsabilità su un tema delicato, sollecitato da una proposta nata dai cittadini, dai movimenti e dai Comuni. Oggi abbiamo ancora una volta dimostrato che si può cambiare davvero il volto di questa regione e soprattutto il suo rapporto con la comunità: il testo approvato è infatti il frutto di un lavoro di concertazione tra cittadini, movimenti, Enti Locali, Consiglio e Giunta. Serietà, partecipazione e dialogo sono e restano gli strumenti che vogliamo utilizzare in questo processo di riforma e rinascita del Lazio".   

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