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Il palco del Teatro Margherita (foto Facebook Mario Borghezio)

Il palco del Teatro Margherita (foto Facebook Mario Borghezio)

Nel regno del Bagaglino Borghezio abbraccia Giulietto Chiesa

Martedì al Teatro Margherita il debutto della 'Lega Nazionale'. Una proposta "polifonica" animata da una serie di realtà di destra. Tra i presenti però anche l'esponente di sinistra. Con una certezza: "Noi siamo con Salvini"

Una proposta polifonica, un “grande rassamblement” per “vivificare” l'offerta leghista anche nella Capitale. È la “Lega Nazionale” di Mario Borghezio che ha esordito ieri al Teatro Margherita dove si è radunato un variegato puzzle di realtà e associazioni di destra. “Un'iniziativa compatibile, non concorrenziale ma complementare”, specifica l'europarlamentare, a quel 'Noi con Salvini' lanciato nei mesi scorsi dallo stesso segretario della Lega Nord che rimane la stella polare di qualsiasi iniziativa di stampo 'padano' nella Città Eterna. “Anche per la politica valgono le leggi della fisica: i vuoti si riempiono. E per la Lega Nord in Italia oggi abbiamo di fronte una prateria dove c'è spazio per tutti”. Capitale inclusa: “Perché oggi portare la Lega Nord a Roma è come vendere gelati nel Sahara”.

L'esordio, per Borghezio, è stato “incoraggiante”. Sia per il numero di persone presenti, “la sala era piena”, sia per la “qualità e la diversificazione della proposta”. Tra gli invitati presenti nel teatro reso celebre dagli spettacoli di varietà del Bagaglino, oggi animato da spettacoli di burlesque, personalità che vanno dal direttore del Giornale, Vittorio Feltri, al giurista Giuseppe Valditara, dal responsabile di Legalità per Roma, Giuseppe Vatinno, agli economisti Nino Galloni e Gino Marra. E ancora: Ugo Gaudenzi di Rinascita, il politico Fabio Sabbatani Schiuma (Riva Destra), l'economista Roberto Bizzarri e diversi esponenti della Lega Nazionale come Fabrizio Fiorini. C'era l'estrema destra europea del Front National con Aymeric Chauprade e il russo Aleksandr Dugin, consigliere della Duma, in onore del quale la sala si è riempita delle note dell'inno russo. “Tutti volti nuovi e credibili lontani dal riciclaggio politico” ha specificato Borghezio che però ha aggiunto: “Con questo non voglio dire che nella vecchia poltica non ci sia nessuno da salvare”.

Lontano dagli spettacoli di varietà che hanno reso celebre il teatro Margherita, lo scenario si compone di bandiere tricolore, un documentario in bianco e nero e qualche saluto romano. E infatti Borghezio promette alla sala: “Il 25 aprile sarò ad Aprilia al Campo della memoria per ricordare, in un momento delicato come questo, chi difese i nostri confini anche se con una divisa che oggi non è ben vista”. A sostegno della “pluralità” ribadita da Borghezio però anche uno storico esponente della sinistra italiana, Giulietto Chiesa, intervenuto al tavolo dal titolo 'Autodeterminazione dei popoli'. “Noi siamo con Salvini” e l'iniziativa, secondo gli organizzatori, ha avuto il benestare di Salvini ma del segretario del Carroccio in sala nemmeno l'ombra.

L'anima politica dell'iniziativa rimane comunque lui, Matteo Salvini. “C'è un clima favorevole per la Lega Nord in questo momento nel Paese e questo, al di là dei meriti di ognuno, è anche grazie all'efficacia della proposta politica di Salvini. Noi lanciamo questo percorso, poi chi vivrà vedrà” ha continuato Borghezio. E i riciclati contro cui la responsabile romana Claudia Bellocchi, anch'essa presente all'evento, si è battuta nelle scorse settimane? “Questa divisione in gruppi e gruppetti non serve. Meglio non interessarsi alle beghe e dare vita a un progetto di ampia prospettiva in cui ci sarà posto per tutti quelli che vorranno lavorare”. Come? “Per prima cosa seguire i consigli di Matteo Salvini”.

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